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La terra e il lavoro: Mezzadri e Prioprieatri a Corsignano

Lapo Nannetti

La Terra e il Lavoro
Mezzadri e Proprietari a Corsignano nel XIV Secolo: un’introduzione

(Canonica 13)

Questo articolo vuole introdurre il tema delle proprietà a Corsignano e di chi lavorava all’interno di esse nel primo Trecento, analizzando il complesso fondo archivistico dell’Estimo conservato presso l’Archivio di Stato di Siena, relativo ai cittadini senesi proprietari di terre e case all’interno della curia di Corsignano e di Bibbiano Cacciaconti. La fonte principale per questo studio è la Tavola delle possessioni (1316-1320), che appunto, fungendo da catasto, registrava le possessioni di tutti i cittadini senesi e quindi come strumento per la ripartizione delle tasse.

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PRESENTAZIONE Canonica 13

CENTRO STUDI PIENTINI

Canonica 13/2023

 

Sabato 16 dicembre alle ore 17.00 sarà presentato il numero 13 della rivista di studi pientini Canonica durante il tradizionale incontro in Biblioteca Comunale. Ben sei i saggi inediti contenuti nel nuovo numero, presentati dai rispettivi autori.

 

Raffaele Giannetti disserta sulla probabile origine dell’Erbario dei Cappuccini di San Quirico d’Orcia, ponendo l’attenzione sull’attività dell’accademico pientino Giorgio Santi le cui exsiccata potrebbero essere confluite nella preziosa raccolta oggi custodita presso l’Università di Siena.

Fabio Serafini propone uno studio sulle prime presenze francescane a Pienza, sulle quali c’è ancora molto da scoprire e risalenti forse ai tempi del «beato» Bartolo de Corsiniano.

Massimo Mazzoni esamina le ricerche astronomiche di Alessandro Piccolomini, aristotelico Vescovo senese che seppe anticipare con tatto e moderazione delicate questioni cosmologiche, affrontate qualche decennio dopo da figure come Keplero, Francesco Bacone, Galileo Galilei.

Lapo Nannetti affonda la sua ricerca nelle Tavole delle Possessioni ed affronta le prime fasi di unpotenziale ragguardevole studio sulla diffusione dei contratti di mezzadria e delle proprietà nella Corsignano del Trecento sostenendo che «non c’è Pienza senza Corsignano e viceversa».

Carmine Di Giuseppe, riprende invece con grande capacità il celebre romanzo epistolare Historia de duobus amantibus, scritto da Enea Silvio Piccolomini nel 1444, offrendo al lettore una ricostruzione alquanto intrigante della reale vicenda storica, che si cela dietro alla narrazione ambientata a Siena.

Infine Luchina Branciani, ricostruisce il contesto della coinvolgente storia dell’arrivo dei primi due tipografi tedeschi a Subiaco e della stampa dei primi incunaboli in Italia, storia che in più riprese si intersecò con il papato di Pio II e con la cerchia dei letterati e umanisti che lo affiancarono.

La presentazione si terrà sabato 16 dicembre alle ore 17 presso la Biblioteca Comunale di Piazza San Carlo a Pienza.

IL PALIO DI PIENZA

Lapo Nannetti

Il Palio di Pienza
La corsa di San Matteo
(Canonica 12)

Pio e Pienza

Io, la nuova Pienza, che sorgo sull’alto colle, dirò io stessa la ragione del mio nome, Pio mi volle adorna d’un tempio e protetta da mura, e da piccolo borgo volle ch’io fossi città. Ordinò che la casa della sua famiglia, vicino alle mura, divenisse palazzo di marmo a toccare le stelle. Mi diede il nome, ed eletto secondo l’uso il senato, mi diede costumi cittadini e nuove leggi. Ma voi, borghi che sorgete d’intorno, non siate invidiosi: son io che generai Pio1. Così il Campano (Giovanni Antonio) ci narra dell’innalzamento del borgo di Corsignano in città, diventando Pienza. Tuttavia, non è in concomitanza di questo evento che viene istituita la corsa di San Matteo.

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