L’OPERA DI «SINENSES» E «PIESCHI» NELLE MARCHE DI FINE ‘400
(Canonica 8 – pag. 37)
L’apporto culturale, politico-amministrativo ed artistico fornito da Pio II e dai suoi collaboratori ed intermediari nelle Marche del ‘400 è ancora oggi difficile quantificarlo. Certo è che, come sottolineato da llustri storici già da tempo, è stato spesso minimizzato, se non tralasciato, forse a causa della breve durata del suo pontificato, senza considerare la consistenza dell’opera e del messaggio che continuarono a produrre frutti molto a lungo.
CRISTOFORO DI BINDOCCIO, MEO DI PERO E IL CICLO FRANCESCANO DI PIENZA. RARITÀ ICONOGRAFICHE E NUOVE SCOPERTE
(Canonica 8 – pag. 5)
La chiesa di San Francesco a Pienza
L’edificio dedicato al Santo di Assisi si affaccia sul corso principale della città e mostra, nella propria semplicità, le caratteristiche essenziali delle chiese degli ordini mendicanti [fig.1]. Un’unica navata, sormontata da un tetto a capriate, si innesta all’area presbiteriale che presenta una sola cappella quadrangolare qualificata con volte a crociera.
L’eclettico Lippi, spassoso autore del “Malmantile” annota che…
“…si crede comunemente dal volgo che il papato, somma dignità nella Chiesa cattolica renda in certo modo chi lo possiede felice e beato in questa terra: e che però Godere il papato altro non sia che vivere una vita oziosa, ed ai piaceri del mondo tutta rivolta: il che è assolutamente falso. Io pertanto direi, stimando molti la felicità di questa vita consistere nel mangiare e nel bere…”
«LA QUADRATURA DEL CERCHIO»: PIO II, CUSANO, ALBERTI E LA RICERCA DELLA MISURA IDEALE PER IL NUOVO CITTADINO DELL’EUROPA MODERNA
(Canonica 7 – pag. 65)
L’occasione dell’importante anniversario di Pienza nel suo riconosciuto valore di patrimonio culturale da parte ell’UNESCO spinge e interrogarsi – di nuovo (e non è mai abbastanza) – su quella stagione forse irripetibile che fu il contesto dell’Umanesimo intorno a Enea Silvio Piccolomini, segnatamente in questo caso dal punto di vista della storia delle idee tradotte in esperienza artistica e visiva.
All’interno dei depositi sedimentari localmente denominati “crete senesi” si trova una particolare pietra traslucida, la cosiddetta Selenite, talmente tenera che si può scalfire con un’unghia, dai particolarissimi pallidi riflessi e che rappresenta una vera e propria curiosità del territorio, soprattutto per quanto riguarda i tanti nomi con i quali è indicata e le altrettante numerose credenze che le son fiorite intorno.
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UN FRAGILE SOGNO D’AMORE E D’ARTE: IL DUOMO DI
PIENZA FRA «RIPRISTINO» E «RICOSTRUZIONE»
(Canonica 7 – pag. 29)
Il «rialzo» della facciata del Duomo di Pienza, nell’ipotesi che vi sia stata l’effettiva necessità di realizzarlo in corso d’opera, rappresenterebbe il primo di una lunga serie di interventi che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a rimodellare, senza stravolgerlo,
il progetto della «novam ecclesiam» di Santa Maria Assunta in Cielo.
La chiesa di San Carlo Borromeo a Pienza e un profilo del suo fondatore Ottavio Preziani
(Canonica 7 – pag. 5)
Il contesto edilizio di Pienza è caratterizzato da edifici ecclesiastici di elevato rilievo sia per architettura che per decorazione interna, a partire dalla romanica pieve di Corsignano, passando per la gotica chiesa conventuale di San Francesco, per arrivare al vertice della cattedrale, insigne monumento papale agli ideali umanistici e rinascimentali.
Pio II Piccolomini, Giovanni da Castro e la scoperta dell’allume
(Canonica 6 – pag. 15)
La vicenda della scoperta dell’allume da parte di Giovanni da Castro è un evento noto e spesso oggetto di studi specifici che ne hanno messo in luce gli aspetti singolari del rinvenimento e degli enormi benefici economici che ne derivarono per lo Stato della Chiesa al tempo di Pio II Piccolomini. Meno nota, o quanto meno poco conosciuta, appare invece la biografia di colui, Giovanni da Castro, cui si deve questa scoperta straordinaria e che tenteremo qui di conoscere meglio attraverso fonti biografiche e documentarie. Giovanni, figlio del giureconsulto Paolo Serangeli, chiamato Paolo di Castro, e di Piera Cerrini da Corneto (Tarquinia), nipote dell’altro giurista Pietro d’Ancarano…
La tutela dei beni culturali nella legislazione
papale del Rinascimento: il caso di Pienza
(Canonica 6 – pag. 69)
In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, in cui i tesori del patrimonio culturale sono spessomessi in pericolo a causa dell’incuria, è interessante notare come i primi provvedimenti a tutela del bene artistico e culturale affondino le proprie radici in un’epoca molto lontana dall’attuale. Si è soliti far risalire la più antica normativa in materia di tutela organica ed esaustiva del bene artistico al XIX secolo e, precisamente, al 1820, con l’editto Pacca…
Alcuni esempi dell’arte diplomatica
del pontificato di Pio II
(Canonica 6 – pag. 49)
Ho un ricordo ancora vivo dell’emozione vissuta nel 2009, quando ebbi il piacere di visitare per la prima volta l’Archivio storico diocesano di Matelica. Tra i tanti documenti conservati al suo interno e sopravvissuti a saccheggi e ad un tremendo incendio nel 1710, trovai due pergamene risalenti al pontificato di papa Pio II. Erano due bolle esecutorie che in molti consideravano perse e che riguardava la storia della nobile famiglia Maccafani, che a Matelica…