{"id":533,"date":"2015-03-04T22:23:38","date_gmt":"2015-03-04T21:23:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/?p=533"},"modified":"2020-12-11T15:54:27","modified_gmt":"2020-12-11T14:54:27","slug":"santangelo-in-colle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/santangelo-in-colle\/","title":{"rendered":"SANT&#8217;ANGELO IN COLLE"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\">SANT&#8217;ANGELO IN COLLE<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">A guardia dei confini di Siena in et\u00e0 Medievale<\/span><\/h2>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Centro Studi Pientini allarga i suoi orizzonti per arrivare ai confini della Val d&#8217;Orcia, sui baluardi di Sant&#8217;Angelo in Colle, pubblicando in anteprima il testo integrale della presentazione di Mario Ascheri del libro di Anabel Thomas, che sar\u00e0 presentato a <strong>Sant&#8217;Angelo venerdi 27 marzo 2015 alle ore 18.30<\/strong>. Ringraziamo l&#8217;autrice per il materiale che ci ha inviato e speriamo presto di averla tra gli autori della nostra rivista Canonica, con i suoi testi e le sue approfondite ricerche storiche.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Presentazione di Mario Ascheri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/copertina_thomas.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-535 alignleft\" src=\"http:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/copertina_thomas.jpg\" alt=\"copertina_thomas\" width=\"287\" height=\"403\" srcset=\"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/copertina_thomas.jpg 448w, https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/copertina_thomas-214x300.jpg 214w\" sizes=\"auto, (max-width: 287px) 100vw, 287px\" \/><\/a>Quando ho ricevuto l\u2019edizione inglese del libro che qui presentiamo in lingua italiana ebbi un attimo (lungo) di ammirazione e di invidia. Che l\u2019editoria inglese sia in grado di pubblicare studi analitici come quello di Anabel Thomas su un paese della bella Toscana (in particolare tra Duecento e Trecento) per di pi\u00f9 neppure compreso entro i confini del <em>Chiantishire<\/em> mi apparve subito una cosa enorme. Anche per l\u2019eleganza del volume, rilegato con sovra-coperta a colori e una serie di belle illustrazioni, anche a colori, nell\u2019interno. Da noi sarebbe difficile un\u2019impresa del genere, e molto. Alla fine ho trovato un insieme di concause, a parte la evidente maggiore fiducia nel futuro dell\u2019editoria inglese (che ha anche generosamente concesso i diritti per la traduzione), evidentemente operante oggi in un contesto assai meno problematico del nostro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima concausa \u00e8 che Sant\u2019Angelo \u00e8 in un\u2019area che grazie alla viticoltura in pochi decenni ha saputo scalare varie graduatorie a livello mondiale. \u2018Agricola\u2019 si pu\u00f2 dire quell\u2019area, certo, ma allora la si deve qualificare per non far prendere lucciole per lanterne. E con il vino raffinato anche il suo ambiente ne \u00e8 risultato esaltato. Certo non migliorato, perch\u00e9 bellissimo era anche prima, ma da esser \u2018visto\u2019 per quello che merita, con occhi pi\u00f9 attenti, con ammirazione crescente. La seconda concausa \u00e8 che l\u2019Autrice \u00e8 donna colta, ben nota agli storici dell&#8217;arte per le sue precedenti<br \/>\nmonografie (<em>The Painter&#8217;s Practice in Renaissance Tuscany<\/em>, Cambridge 1995, e <em>Art and Piety in the Female Religious Communities of Renaissance Italy: Iconography, Space and the Religious Woman&#8217;s Perspective, <\/em> New York-Cambridge 2003), che aveva gi\u00e0 manifestato la sua predilezione per la Toscana e per l\u2019area di Montalcino in particolare (anche collaborando a <em>Prima del Brunello. Montalcino una capitale mancata<\/em>, da me curato con V. Serino per il Lions Club di Montalcino e ora in attesa di riedizione), facendone anche un luogo di soggiorno \u2013 ma non trascurando Londra e i familiari in Australia\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, questa edizione \u00e8 un regalo che Anabel ha voluto fare alla comunit\u00e0 che la ha accolta: evidentemente con qualche successo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo libro inglese ricco di dati, fitto di nomi per favorire ulteriori ricerche, qui \u00e8 stato quasi travasato trattenendo nell\u2019edizione originale l\u2019erudizione per i volenterosi lettori, importante per la <em>Tavola delle possessioni <\/em>senese del 1320 e i molti dettagli che ne ha ricavato in particolare per la topografia antica dell\u2019area (viabilit\u00e0 compresa) ma anche sul mondo delle donne medievali: mogli, vedove, zitelle e figlie nelle loro variegate prospettive sono qui collocate nel micro-contesto di un castello (per tanto tempo di confine) della Repubblica di Siena, non senza attenzione a ogni altro dato della vita sociale, religiosa ed economica. Sant&#8217;Angelo si erge in una splendida posizione dirimpetto all&#8217;Amiata, nell&#8217;attuale territorio comunale di Montalcino, e vicino all&#8217;abbazia di Sant&#8217;Antimo, ed \u00e8 qui studiato soprattutto per il periodo noto (gi\u00e0 anticamente) come dei &#8216;Nove&#8217; dal numero dei componenti della giunta di governo a Siena, grazie alla ricchezza del materiale documentario conservato pubblico e privato (come i preziosi testamenti notarili).<br \/>\nMa molto ci dice la Anabel anche per il periodo precedente, a partire dagli anni intorno al 1200, perch\u00e9 per la sua posizione assolutamente strategica, a dominare la confluenza dell&#8217;Orcia con l&#8217;Ombrone, fu molto desiderata la sua acquisizione da parte del governo di Siena, che gi\u00e0 si era spinta alle pendici dell\u2019Amiata con Seggiano e Porrona. Sant&#8217;Angelo, tra Argiano e Camigliano e con loro sottoposte a Siena gi\u00e0 in un famoso documento del 1208, era preziosa perch\u00e9 poteva consentire di controllare e infine debellare la potente Montalcino, che continuava a dar pensieri a Siena, come ben si vide in occasione di Montaperti (1260): con essa Sant&#8217;Angelo ebbe infine una confinazione arbitrale nel 1318, che non mise tuttavia fine alle controversie ricorrenti tra le due comunit\u00e0. Perci\u00f2, come bene prova questa trattazione, cittadini ed enti senesi (dal Santa Maria della Scala al Monna Agnese, al convento di S. Agostino, ma non solo) ebbero una presenza privilegiata a Sant&#8217;Angelo, circostanza che aiuta anche a spiegare la persistenza di documentazione non pi\u00f9 conservata invece per molte altre comunit\u00e0 senesi.<br \/>\nLa Thomas con il suo gran lavoro su questa documentazione ci ha cos\u00ec fornito uno studio praticamente <em>unico<\/em> per il Senese, e non solo per una comunit\u00e0 di dimensioni cos\u00ec contenute come Sant&#8217;Angelo. La sua conoscenza dei luoghi, favorita dalla residenza abituale, le ha consentito una ricostruzione dell&#8217;ambiente davvero encomiabile, mediante lo studio senza riserve e con caute deduzioni delle \u2018poste\u2019 catastali dei circa 300 proprietari censiti nella <em>Tavola<\/em> o risultanti altrimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo le emergenze architettoniche e i resti delle antiche mura sono state censite sul terreno, ma il sistema agrario, con interessanti spunti sulla contrattazione mezzadrile &#8211; ribadita come ancora molto elastica in quel tempo -, le colture (vitivinicole soprattutto), l&#8217;approvvigionamento idrico (sempre difficile in queste aree elevate) e la viabilit\u00e0 \u2013 importante anch\u2019essa in qualche modo qui per la incredibile transumanza verso la Maremma (e motivo della diffusa lavorazione delle pelli in quell\u2019area).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sedi delle istituzioni sono state grosso modo individuate nonostante le profonde trasformazioni subite nel corso dei secoli dall\u2019abitato interno al castello per la crisi demografica iniziata con il primo Quattrocento: a partire dalla residenza comunale e quella del podest\u00e0 come pure delle famiglie pi\u00f9 cospicue, presenti anche in un castello minore come questo per i motivi ricordati. Le due chiese interne, di<br \/>\nSan Michele Arcangelo (parrocchiale) e di San Pietro, e le comunit\u00e0 religiose e assistenziali (&#8216;case&#8217; e ospedali), peraltro scarsamente sopravissute e con nuovi \u2018titoli\u2019, sono seguite attentamente nel Trecento soprattutto, in modo da rilevare le direzioni della carit\u00e0 e delle devozioni, ben differenziate pur in una comunit\u00e0 come questa, documentata come socialmente stratificata per quanto minore, fino a dedicare un&#8217;attenzione inconsueta (in un libro di questo genere) alle opere d&#8217;arte sopravvissute. L&#8217;autrice \u00e8 stata qui aiutata e incoraggiata dalle sue competenze specifiche, riuscendo perci\u00f2 anche in questo ambito a dare un contributo originale molto utile per la storia dell\u2019arte \u2013 ovviamente senese soprattutto.<br \/>\nNon \u00e8 infatti soltanto Sant&#8217;Angelo che viene illustrata dalla Thomas, ma un&#8217;intera,<br \/>\nvasta, area (con Montalcino in primo luogo, naturalmente) e per tematiche complesse, che hanno gi\u00e0 impegnato generazioni di studiosi. Il fatto \u00e8 che qui siamo vicini a un\u2019area signorile con potenti presenze, come quella degli Aldobrandeschi sull\u2019Amiata, ma anche degli Ardengheschi \u2013 studiati da Patrizia Angelucci con un libro cui ho dedicato una nota caricata in academia.edu -, la cui bella abbazia di famiglia, poco nota, \u00e8 assai vicino a Sant\u2019Angelo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contesto complessivo \u00e8 stato oggetto di ampie indagini della compianta Odile Redon \u2013 il cui <em>Spazio di una citt\u00e0<\/em> ha anticipato per tanti versi il mio quasi contemporaneo <em>Spazio storico di Siena<\/em> (2001). Un\u2019area che ha tratto beneficio da realt\u00e0 importanti vicine \u2013 come San Salvatore dell\u2019Amiata e Sant\u2019Antimo naturalmente \u2013 e meno vicine come Montalcino e Siena, ma destinata a perdere il suo rilievo militare nel corso del Quattrocento, quand\u2019ormai Siena era saldamente attestata a sud, da Radicofani a Arcidosso a Grosseto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2 anche Sant\u2019Angelo declin\u00f2 sul piano demografico e politico. La grancia del Santa Maria della Scala fu addirittura venduta a un Sansedoni e fecero la comparsa, dopo i Tolomei, i del Ciaja e soprattutto i  Brogioni che, aiutati dal Papato, s\u2019impadronirono addirittura di parrocchia e ospedale. Mentre Poggio alle Mura diveniva propriet\u00e0 signorile e Sant\u2019Antimo veniva inglobata entro il vescovado di Pienza-Montalcino, in quel secolo svettava ormai nell\u2019area la nuova capitale, la seconda Siena, cio\u00e8 Montalcino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal Medioevo all\u2019et\u00e0 contemporanea l\u2019abitato del castello si \u00e8 ridotto a un terzo di quello dei tempi d\u2019oro, anteriori alla grande peste e ha perduto i \u2018servizi\u2019 di cui prima disponeva. Ma un\u2019antica cultura di decoro, di amore per il bello sopravviveva. Ne danno atto le pur danneggiate opere a fresco residue o la bella <em>Madonna del 1346<\/em>  come pure le infinite vicissitudini della <em>Madonna della Misericordia<\/em>, la cui odissea \u00e8 stata ricostruita con incredibile passione dalla Thomas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo fu possibile perch\u00e9 erano terre divenute povere ma non ignoranti. Terre che conservarono, nonostante tutte le difficolt\u00e0, il gusto per il bello. Lo stesso declassamento fatto con cura cui tante strutture edilizie sono state sottoposte nel corso dei secoli e la persistenza dei residui di emergenze monumentali antiche attestano un\u2019attenzione antica, ben radicata, all\u2019ambiente, alla convivenza rispettosa dell\u2019ordine gradevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mezzadria e l\u2019allevamento del bestiame prima e il Brunello poi, realt\u00e0 pur cos\u00ec diverse sul piano economico, hanno sempre attratto investimenti in questa terra <em>foelix.<\/em> Con suo centro il castello dai magnifici affacci su campagne poco abitate ma fertili, e sempre tanto marcate dalla presenza del lavoro.<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;autrice<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anabel Thomas e\u2019 l\u2019autrice di due monografie pubblicate dalla casa editrice Cambridge University Press, (<em>The Painter\u2019s Practice in Renaissance Tuscany<\/em> [1995] e <em>Art and Piety in the Female Religious Communities of Renaissance Italy<\/em> [2003]). La Thomas ha recentemente pubblicato <em>Garrisoning the Borderlands of Medieval Siena: Sant\u2019Angelo in Colle, Frontier Castle under the Government of the Nine<\/em> (1287-1355) [Asgate Publishing, 2011]. La Thomas ha anche pubblicato diversi saggi critici sia in Inghilterra, negli USA e in Italia (sull\u2019Antichita`, l\u2019Arte Cristiana, la Critica d\u2019Arte).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo anni di carriera da insegnante universitaria, fra i quali alcuni trascorsi nei dipartimenti di Storia dell\u2019Arte dell\u2019Universita\u2019 di Reading, dell\u2019Universita\u2019 di Cambridge, dell\u2019Open University e dell\u2019Universita di Londra (Birkbeck College Art History Department), Anabel Thomas vive ormai in Toscana da quindici anni. Continuando le sue ricerche, le sue pubblicazioni recenti sono \u2018Tracking Female Religious Communities in the Southern Sienese Contado:  The Benedictines and Franciscans of Early Modern Radicofani\u2019, in <em>L\u2019Ultimo secolo della Repubblica di Siena: Politica e istituzioni, economia e societa`<\/em>,  Siena, Accademia Senese degli Intronati, 2007; \u2018Le fratesse e le mantellate terziarie della corte di Montalcino nel basso medioevo\u2019, in <em>Prima del Brunello:  Montalcino Capitale Mancata<\/em>, a cura di Mario Ascheri e di Vinicio Serino, Documenti di Storia, collana a cura di Mario Ascheri, 75, San Quirico, editrice DonChisciotte, 2007 e \u2018Cosa c\u2019e` dietro il nome? Le vecchie fonti di Montalcino e Sant\u2019Angelo in Colle: acqua, localita` e toponomi\u2019, nel <em>Gazettino e Storie del Brunello e di Montalcino<\/em>, 1 Anno No. 7, luglio, 2007. Thomas ha anche pubblicato diversi articoli nella <em>Rivista Orcia<\/em>, l\u2019organo pubblicitario dell\u2019Associazione Orcia per la Preservazione del Patrimonio e delle Tradizioni della Val d\u2019Orcia. In questo contesto la Thomas ha assunto il ruolo di consigliere culturale della associazione Orcia nel comune di Radicofani. Thomas ha anche pubblicato uno testo in italiano e inglese, <em>Oscar\u2019s Tale: The Siege of Montalcino, 1553-59<\/em>, Annibale Parisi, Montalcino, 2011, presentato a Sant\u2019Angelo in Colle e dedicato al suo nipote Oscar. Ha anche pubblicato di recente \u2018Filling the Void: Reconstructing the Chapel of the Bombardiers in the Fortezza at Radicofani\u2019, il quale fa parte dei Quattro volumi \u2018Honos Alit Artes\u2019 in honore del settantesimo compleanno del Professore Mario Ascheri, 2014.<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SANT&#8217;ANGELO IN COLLE A guardia dei confini di Siena in et\u00e0 Medievale Il Centro Studi Pientini allarga i suoi orizzonti per arrivare ai confini della Val d&#8217;Orcia, sui baluardi di Sant&#8217;Angelo in Colle, pubblicando in anteprima il testo integrale della presentazione di Mario Ascheri del libro di Anabel Thomas, che sar\u00e0 presentato a Sant&#8217;Angelo venerdi &hellip; <a href=\"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/santangelo-in-colle\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">SANT&#8217;ANGELO IN COLLE<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":534,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-533","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/533","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=533"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/533\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2122,"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/533\/revisions\/2122"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/534"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=533"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=533"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=533"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}