{"id":1122,"date":"2017-08-14T15:07:47","date_gmt":"2017-08-14T13:07:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/?p=1122"},"modified":"2022-03-06T17:03:35","modified_gmt":"2022-03-06T16:03:35","slug":"squali-nelle-crete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/squali-nelle-crete\/","title":{"rendered":"SQUALI NELLE CRETE"},"content":{"rendered":"<p>di Umberto e Giulio Bindi<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dai fondali pliocenici del mare toscano riemergono resti fossili di antiche balene, delfini e squali; non \u00e8 difficile imbattersi in piccoli reperti che raccontano la storia di una terra antichissima.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ANTICO MARE RIEMERSO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ritrovamento fortuito di un dente di squalo fossile nelle crete valdorciane \u00e8 l\u2019occasione per riprendere l\u2019argomento dell\u2019articolo pubblicato nel numero 2 della nostra rivista CANONICA (2012); l\u2019articolo, dal titolo \u201cIl delfino fossile di Lucciola Bella\u201d, raccontava lo straordinario ritrovamento di alcune significative parti dello scheletro di un delfino vissuto durante il periodo Pliocenico, nelle argille di Lucciola Bella, a pochi chilometri da Pienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo con certezza che durante l\u2019era geologica denominata Pliocene (tra i 2,5 e i 5,3 milioni di anni fa) una buona parte della Toscana era sommersa da un mare tropicale e che le terre emerse erano costituite da alcune isole sparse in corrispondenza delle vette del fondale sottostante. In quel periodo sui fondali si formarono le argille che oggi costituiscono una buona parte delle terre emerse e che sono costituite anche dai resti fossili della fauna marina allora esistente.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/mstr.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1125\" src=\"http:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/mstr.jpg\" alt=\"\" width=\"397\" height=\"366\" srcset=\"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/mstr.jpg 397w, https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/mstr-300x277.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 397px) 100vw, 397px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Delfino Etrusco ritrovato nel 2003 dal GAMPS (Gruppo \u201cAvis\u201d di Mineralogia e Paleontologia di Scandicci) costituisce un esemplare molto importante ed \u00e8 stato oggetto di studi, catalogazioni ed esposizioni, per essere oggi conservato presso il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Museo_Geopaleontologico_GAMPS\">Museo Geopaleontologico GAMPS<\/a> di Scandicci (FI). Per i non addetti ai lavori non \u00e8 difficile trovare altri resti minori tra cui resistentissimi denti di squalo; dopo forti temporali non \u00e8 raro imbattersi in esemplare dilavati dalle acque e liberati dai depositi antichi di milioni di anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I ritrovamenti dell\u2019estate 2017 da noi effettuati sono avvenuti in una piccola parete di argilla lungo la strada che dalla Pieve di Corsignano porta ai poderi Morgiaglie e Podernuovo; eravamo alla giocosa \u201cricerca di ossa di dinosauro\u201d, con tanto di piccozze, scalpelli e spazzole d\u2019ordinanza e ci eravamo cimentati da circa mezz\u2019ora nella raccolta di conchigliette fossili e qualche pezzo di minerale. Dagli strati di cui \u00e8 composta l\u2019argilla emergevano piccoli esemplari di conchiglie e la nostra \u201cforza d\u2019urto\u201d scalfiva appena la superficie dei depositi pliocenici, per cui iniziammo a guardarci intorno perch\u00e9 l\u2019azione dilavante delle acque piovane avevano portato in superficie vari elementi; ad un tratto, un piccolo bagliore aveva attirato la mia attenzione e, avvicinatomi al suolo, ho notato distintamente un pezzo grigio dalla forma piuttosto regolare. Non lo stavo cercando ma avevo gi\u00e0 visto in qualche documentario quella forma triangolare e non ci ho messo molto a realizzare che si trattava di un dente di squalo. Ho raccolto l\u2019esemplare scalzando la piccola zolla di argilla che lo sosteneva e l\u2019ho mostrato a Giulio, cercando di spiegargli come fosse possibile tale ritrovamento; resti di pesci in mezzo alla terra!? Non vi dico la sorpresa di un bambino di sei anni che sente dire che avevamo in mano un dente del pericoloso predatore marino.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/dente1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1126\" src=\"http:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/dente1.jpg\" alt=\"\" width=\"851\" height=\"579\" srcset=\"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/dente1.jpg 851w, https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/dente1-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/dente1-768x523.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 851px) 100vw, 851px\" \/><\/a><\/p>\n<p>IL DENTE n. 1<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un dente superiore dalla forma triangolare, che lo squalo utilizza per tranciare la preda, dopo averla afferrata con i denti inferiori, solitamente pi\u00f9 aguzzi e aghiformi. A differenza di quelli umani, i denti dello squalo non sono fissi nella cartilagine della mascella ma sono ancorati al derma tramite fibre connettivali. Nella sua vita un esemplare pu\u00f2 arrivare a cambiare anche 20.000 denti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le dimensioni del ritrovamento sono piuttosto modeste; misura infatti 14 mm di larghezza e 15 di altezza; la fascia alla base della struttura (radice), leggermente arcuata, misura 3 mm. Il rivestimento esterno \u00e8 costituito da smalto a protezione della dentina sottostante. Le sue condizioni sono perfette; la superficie \u00e8 lucida e priva di escoriazioni o scalfiture ed \u00e8 tutt\u2019ora estremamente affilato.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Misure-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-1128\" src=\"http:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Misure-2-1024x914.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"423\" srcset=\"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Misure-2-1024x914.jpg 1024w, https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Misure-2-300x268.jpg 300w, https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Misure-2-768x686.jpg 768w, https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Misure-2.jpg 1034w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><\/p>\n<p>IL DENTE N. 2<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019appetito vien mangiando cos\u00ec qualche settimana dopo siamo tornati con Giulio e la mamma nella piccola parete argillosa e siamo stati di nuovo fortunati; dopo qualche decina di minuti di ricerca un altro dente, del tutto simile al primo ma pi\u00f9 piccolo e di colorazione nocciola, \u00e8 apparso nella superficie arida e asciutta della creta. Lo abbiamo raccolto lasciandolo nella piccola zolla di argilla che lo ha conservato per tantissimi anni e ne pubblichiamo qui sotto l\u2019immagine.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DENTE3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-1129\" src=\"http:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DENTE3-1024x667.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"309\" srcset=\"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DENTE3-1024x667.jpg 1024w, https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DENTE3-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DENTE3-768x500.jpg 768w, https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DENTE3.jpg 1417w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al termine di questo piccolo contributo voglio segnalare alcune ricerche e articoli sull\u2019argomento, primo tra tutti il gi\u00e0 citato lavoro pubblicato sul n. 2 della rivista CANONICA, scaricabile al <span style=\"color: #993300;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><a href=\"http:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/?p=75\">seguente link<\/a><\/span>.<\/span> Interessante, per i bambini, il lavoro pubblicato nel sito del Politecnico di Milano dal titolo <a href=\"http:\/\/www.1001storia.polimi.it\/meusGEN\/meuslive.php?projectid=1239&amp;pageid=31829&amp;navigation=short&amp;language=it-it&amp;template=policultura&amp;device=dynamic_html&amp;public=1\"><span style=\"color: #993300;\">\u201cQuando in Val d&#8217;Orcia c&#8217;era il mare &#8230; ed a Lucciola Bella gli squali mangiavano i delfin<\/span>i<\/a> (cliccare sul titolo per raggiungere il sito). Infine l\u2019interessante video di Simone Casati, membro del GAMPS, visibile su<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=PLm6oo5yVmQ\"> Youtube<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Umberto e Giulio Bindi Dai fondali pliocenici del mare toscano riemergono resti fossili di antiche balene, delfini e squali; non \u00e8 difficile imbattersi in piccoli reperti che raccontano la storia di una terra antichissima. L\u2019ANTICO MARE RIEMERSO Il ritrovamento fortuito di un dente di squalo fossile nelle crete valdorciane \u00e8 l\u2019occasione per riprendere l\u2019argomento &hellip; <a href=\"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/squali-nelle-crete\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">SQUALI NELLE CRETE<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1126,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[51],"tags":[74,73,148,147],"class_list":["post-1122","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-curiosita","tag-delfino","tag-in-evidenza","tag-lucciolabella","tag-squalo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1122","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1122"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1122\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2338,"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1122\/revisions\/2338"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1126"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1122"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1122"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1122"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}