{"id":1069,"date":"2017-05-20T23:08:24","date_gmt":"2017-05-20T21:08:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/?p=1069"},"modified":"2020-12-11T15:20:48","modified_gmt":"2020-12-11T14:20:48","slug":"una-rara-figurina-piesca","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/una-rara-figurina-piesca\/","title":{"rendered":"UNA RARA FIGURINA PIESCA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">DI ALDO LO PRESTI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/CASTELLOTIVOLI.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1070 alignleft\" src=\"http:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/CASTELLOTIVOLI.png\" alt=\"\" width=\"327\" height=\"521\" srcset=\"http:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/CASTELLOTIVOLI.png 327w, http:\/\/www.centrostudipientini.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/CASTELLOTIVOLI-188x300.png 188w\" sizes=\"auto, (max-width: 327px) 100vw, 327px\" \/><\/a>Ci\u00f2 che fu detto (ed ancora si dice) per Orvieto, cio\u00e8 il fatto d&#8217;essere \u00ab&#8230;una citt\u00e0 dove innato \u00e8 il sentimento dell&#8217;Arte\u00bb,<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">1<\/a> si poteva (e si pu\u00f2) certamente dire anche per Pienza. E si \u00e8 trattato (e si tratta) di  un \u201csentimento\u201d coltivato in egual modo nelle nostre due carissime piccole patrie raccoglien-do reperti, opere d&#8217;arte, libri e manufatti d&#8217;ogni genere purch\u00e9 rispondenti alla sentita necessit\u00e0 di studiare (divertendosi) la propria storia (locale), trasformando molto spesso quest&#8217;attitudine virtuosamente erudita (quando non addirittura scientifica) in accanita attivit\u00e0 collezionistica.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed a questo proposito, si potr\u00e0 notare che non solo le \u201caste\u201d pi\u00f9 rinomate sono in grado di riportare alla luce collezioni private a specchio della memoria dei personaggi che le hanno (faticosamente) raccolte,<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">2<\/a> visto che moltissime altre collezioni (forse meno chic ma egualmente attraenti) vengono disperse (per le pi\u00f9 svariate ragioni) nei mercatini d&#8217;antiquariato sparsi ovunque nelle nostre regioni e nel sempre pi\u00f9 scintillante mondo delle vendite on-line, facendoci intravvedere moltissime altre biografie accattivanti, sebbene anonime (o quasi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E proprio scartabellando cataloghi, rovistando di qui e di la, cercando furiosamente in rete qualche curiosit\u00e0 capace di alimentare la nostra (insaziabile) curiosit\u00e0, ci siamo imbattuti in una raffigurazione di un \u201cluogo\u201d piesco. Pi\u00f9 precisamente si tratta di una figurina edita nel 1926 in Belgio, Italia e Germania dalla celebre ditta Liebig che faceva parte della serie n. 1184 dedicata ai <em>Tesori architettonici del Lazio.<\/em><a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">3<\/a> <strong>Tale figurina illustra la fortezza edificata per volere di Pio II a Tivoli<\/strong>. Si ricorda che per le figurine \u00ab&#8230;esiste una data di nascita inequivocabile: il 1872, l&#8217;anno in cui un chimico tedesco, il barone Justus von Liebig, fondatore della societ\u00e0 che porta tutt&#8217;ora il suo nome e che opera in campo alimentare, per cercare di stimolare le vendite del suo &#8216;estratto di carne&#8217; decise di dare in omaggio delle figurine stampate in cromolitografia a chi acquistava un certo quantitativo dei suoi prodotti\u00bb.<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">4<\/a> E quella della Liebig \u00e8 senza dubbio alcuno la collezione di figurine pi\u00f9 famosa al mondo, distinguendosi da moltissime altre raccolte che gli fecero il \u201cverso\u201d (vedi ad esempio quelle prodotte dalla ditta Talmone)  per la qualit\u00e0 della stampa, come detto, in cromolitografia anche a 12 colori, la precisione dell&#8217;immagine (opera di artisti di buon livello che stamparono soprattutto per le note case litografiche Testu ed Massin, D. Hutinet, Champenoix e Klingenber)<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">5<\/a> e la caratteristica di comporre per ogni \u201cserie\u201d di figurine non pi\u00f9 di sei immagini (salvo rarissime eccezioni di qualche multiplo) corredate da una \u201cspiegazione\u201d precisa e, per quanto reso possibile dal poco spazio a disposizione, esauriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una precisione didascalica che ha contribuito non poco alla fama delle Liebig nei vari paesi europei dove furono prodotte e distribuite gratuitamente e comunemente usate anche nelle scuole come sussidio didattico.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">6<\/a> La prima serie italiana \u00e8 la n. 65 del celebre catalogo Sanguinetti, \u00ab&#8230;il pi\u00f9 autorevole in materia, preparato dagli stessi Sanguinetti che sono i maggiori commercianti italiani di queste figurine giustamente definite d&#8217;antiquariato\u00bb.<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">7<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La funzione \u201cdidattica\u201d delle Liebig \u00e8 testimoniata, ad esempio, da Alberto Pempinelli, tra i pi\u00f9 agguerriti collezionisti di queste figurine, che ricorda quando, per coinvolgere i suoi quarantadue alunni, non bastando evidentemente i soli due libri di testo in uso negli anni Trenta, il sussidiario e l&#8217;antologia, il suo maestro a Torino \u00ab&#8230;tirava fuori l&#8217;Album delle figurine Liebig [\u2026] colorate, ben disegnate, essenziali, mai banali, riscuotendo un grande successo\u00bb, assolvendo pienamente al loro compito di supporto alle lezioni.<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">8<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bel gioco Liebig, contrariamente a quanto accade di solito, non dur\u00f2 poco, anzi, la lunghissima storia delle Liebig finisce infatti nel 1972 dopo la stampa di oltre 11.000 tipi di figurine diverse,<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">9<\/a> giungendo all&#8217;ultima serie, la 1866, dedicata al \u201cMondo animale\u201d<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">10<\/a> pubblicata nel 1972, con una coda nel 1978, anno in cui, \u00ab&#8230;il noto settimanale \u201cAmica\u201d fece fare delle ristampe da dare in omaggio ai propri lettori, ma i risultati ottenuti con le tecniche moderne non riuscirono ad eguagliare la qualit\u00e0 e la perfezione ottenute con le pazienti mani dell&#8217;uomo e le figurine ristampate sfigurarono al confronto delle figurine Liebig originali\u00bb.<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">11<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da notare, infine, nella rara figurina piesca, il tipico vasetto bianco in ceramica raffigurato in alto a destra con l&#8217;etichetta <em>reclame<\/em> recante la firma in <em>facsimile <\/em>in blu di Justus von Liebig, vasetti che scompariranno a partire dalle serie prodotte nel 1930.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">NOTE:<br \/>\n<em><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">1<\/a>  Faina Eugenio, Discorso del Presidente del Comizio Agrario pronunciato nel Salone del Palazzo del Popolo il 21 giugno 1891, in Mostra Agraria e Concorsi Agricoli Industriali, Tipo-Litografia M. Marsili, Orvieto, 1891, p. 18.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">2<\/a>  Aspesi Natalia, Cigni d&#8217;oro e velluti. L&#8217;asta chic \u00e8 un affare, in La Repubblica, luned\u00ec 20 marzo 2017, p. 24.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">3<\/a>  Sanguinetti Orlando, Sanguinetti Oscar (a cura di), Catalogo illustrato specializzato delle Figurine e Men\u00f9 \u201cLiebig\u201d. Arti Grafiche Colombo, Cusano M., 1989, p. 242.<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">4<\/a>  Idem.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">5<\/a> Sanguinetti Oscar, Sanguinetti Orlando, Storia delle figurine pubblicitarie, in www.filateliasanguinetti.it<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">6<\/a> Coradeschi Sergio, Figurine da collezione, in Collezionismo italiano, Coged-Distribuzione Rizzoli Editore, Milano, s.d. [ma 1970], n. 24, p. 758.<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">7<\/a> Ivi, p. 761.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">8<\/a> Pempinelli Alberto, Testimonianze riciclate della collezione Liebig (1904-1937), in Charta, a. XI, n. 57, marzo\/aprile 2002, p. 60.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">9<\/a> Sanguinetti Oscar, Sanguinetti Orlando, Storia delle figurine pubblicitarie.., op. cit.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">10<\/a> Coradeschi Sergio, Le favolose figurine Liebig, in Collezionismo italiano.., op. cit.,, p. 761.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">11<\/a> Sanguinetti Oscar, Sanguinetti Orlando, Storia delle figurine pubblicitarie.., op. cit.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI ALDO LO PRESTI Ci\u00f2 che fu detto (ed ancora si dice) per Orvieto, cio\u00e8 il fatto d&#8217;essere \u00ab&#8230;una citt\u00e0 dove innato \u00e8 il sentimento dell&#8217;Arte\u00bb,1 si poteva (e si pu\u00f2) certamente dire anche per Pienza. 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