Archivi tag: Duomo

COME NASCE UN LABIRINTO

Roberto Formichi

COME NASCE UN LABIRINTO

(Canonica 10 – pag. 5)

Quando si parla di labirinto, il primo che viene in mente è, senza dubbio, quello mitologico di Minosse nell’isola di Creta. Quello a cui si riferisce la nostra storia è invece tanto reale che si può toccare,  vedere e visitare. A nessuno, forse, è mai venuto in mente di costruirne uno sotto ad una chiesa. Questa idea non passava per la testa neppure al suo costruttore, ma proprio un labirinto è nato sotto l’abside del Duomo di Pienza, per altro, in tempi piuttosto recenti.

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Un fragile sogno d’amore e d’arte: il Duomo di Pienza

Aldo Lo Presti

UN FRAGILE SOGNO D’AMORE E D’ARTE: IL DUOMO DI
PIENZA FRA «RIPRISTINO» E «RICOSTRUZIONE»

(Canonica 7 – pag. 29)

Il «rialzo» della facciata del Duomo di Pienza, nell’ipotesi che vi sia stata l’effettiva necessità di realizzarlo in corso d’opera, rappresenterebbe il primo di una lunga serie di interventi che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a rimodellare, senza stravolgerlo,
il progetto della «novam ecclesiam» di Santa Maria Assunta in Cielo.

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>Il Duomo di Pienza

La sismicità nella terra di Pio II – CONVEGNO

logo-ordinecopiaIl prossimo 23 gennaio (lunedi, ore 9.00 – 13.30), l’Ordine degli Architetti, Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Siena organizza a Pienza un convegno sulla tematica della sismicità e degli interventi di prevenzione realizzati. Il convegno, oltre agli iscritti, è aperto a tutta la cittadinanza e si svolgerà secondo il seguente programma:

ORE 9.00 – Iscrizione partecipanti
Saluto dell’Amministrazione Comunale e dell’Ordine Architetti PPC di Siena (Arch. Alessandro CECCHERINI)

INTERVENTI: (modera l’Arch. Rosa Maria TRENTADUE)

Dott. Alessandro AMATO_ (Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia) – TERREMOTI E PERICOLOSITA’ SISMICA IN TOSCANA

Arch. Giuseppe STARO_(Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio) – L’APPROCCIO CULTURALE AL PROGETTO DI RESTAURO
Linee Guida ministeriali: il caso del Duomo di Pienza

Ing. Ilario GALLINELLA_ (Studio STIG) – LE OPERE DI ADEGUAMENTO SISMICO DELLA SCUOLA ELEMENTARE DI PIENZA_

Arch. Marina GENNARI_ (Coord. Prov. Architetti Protezione Civile CNA)  – ARCHITETTI E TERREMOTI: PREVENZIONE, EMERGENZA, RICOSTRUZIONE_

ORE 13.30 – Chiusura dei Lavori

PER INFORMAZIONI:Ordine Architetti Siena

Per approfondire la tematica dei terremoti a Pienza e nel territorio circostante vedi l’articolo TERREMOTI A PIENZA

 

La tutela dei beni culturali nel Rinascimento: il caso di Pienza

Maddalena Colombini

La tutela dei beni culturali nella legislazione
papale del Rinascimento: il caso di Pienza

(Canonica 6 – pag. 69)

In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, in cui i tesori del patrimonio culturale sono spessomessi in pericolo a causa dell’incuria, è interessante notare come i primi provvedimenti a tutela del bene artistico e culturale affondino le proprie radici in un’epoca molto lontana dall’attuale. Si è soliti far risalire la più antica normativa in materia di tutela organica ed esaustiva del bene artistico al XIX secolo e, precisamente, al 1820, con l’editto Pacca…

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>La tutela dei beni culturali

Terremoti a Pienza

Umberto Bindi, Nino Petreni

Terremoti nella storia di Pienza e del territorio circostante

(Canonica 5 – pag. 5)

Gli studi sui fenomeni sismici nella storia d’Italia si sono susseguiti nei decenni e recentemente, con l’affidamento all’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia del coordinamento dei dati, si è giunti ad una omogeneizzazione delle rilevazioni, dei metodi di catalogazione e della compilazione di elenchi partendo da varie fonti storiche.
Ma se, grazie ai sismografi, l’attuale metodologia di rilevazione e di misurazione dei vari parametri per individuare e catalogare i terremoti ha raggiunto un alto livello di standadizzazione, le fonti storiche “pre-strumentali” si basano solo sulle esperienze dirette delle persone che hanno “sentito” le scosse, trovandosi in luoghi diversi …

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Per chi volesse approfondire l’argomento dei terremoti storici, allargando il suo interesse fino a Siena, ecco un interessante articolo sul terremoto del 1798, tratto dal sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

I terremoti nella STORIA: 26 maggio 1798, un terremoto di fine secolo XVIII a Siena >>>>

Inoltre, per aggiornamento, ecco una nota  di Alessandro Amato, membro dell’INGV, sulla situazione attuale a Pienza >>>>

Il restauro della porta laterale del Duomo

Maria Cristina Lapenna

Il restauro della porta laterale del Duomo di Pienza

(Canonica 5 – pag. 55)

Elemento cardine della città ideale voluta da Pio II, realizzato su progetto di Bernardo Rossellino e riconosciuto dall’Unesco “capolavoro del genio creativo umano… ed esempio eminente di un tipo di costruzione architettonica” il Duomo di Pienza con il suo centro storico è stato dichiarato nel 2004 Patrimonio mondiale dell’Umanità. Il riconoscimento mondiale del valore estetico accompagnato da una singolare vicenda costruttiva rende la Cattedrale di Pienza un unicum sotto diversi punti di vista; sin dalla sua…

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IL SERPENTE E LA COLOMBA

IL SERPENTE E LA COLOMBA
(di Aldo Lo Presti)

 L’articolo proposto da Aldo Lo Presti per la sezione “curiosità” del sito, riguarda un bassorilievo collocato in maniera del tutto estemporanea in una facciata del centro storico di Pienza. L’architrave in arenaria proviene, con molta probabilità, dalla chiesa di S. Maria; l’antica struttura romanica fu demolita nella metà del ‘400 per fare spazio allo costruzione del Duomo. Alcuni resti, riportati alla luce dall’ing. Barbacci nel 1932 durante  l’imponente restauro della Cattedrale,  furono collocati nella sottostante cripta di San Giovanni; altri frammenti si erano probabilmente dispersi nei secoli precedenti, utilizzati come materiale da costruzione (forse anche dello stesso Duomo e del Palazzo Piccolomini). Il frammento in oggetto è collacato in una facciata realizzata durante il secolo scorso, per cui potrebbe aver fatto parte di quelli rinvenuti dal Barbacci nel ’32.

Non solo i grandi (o piccoli) monumenti rendono le città parlanti, contribuendo a raccontarne la storia attirando su di sé gli sguardi dei cittadini. Altri segni, definibili minori, quando non addirittura minimi, assumono su di sé la medesima funzione. Come nel caso della Colomba nella bocca del Serpente e le palme della Passione, simbolo zoomorfo della Prudenza e della Semplicità scolpito in un bassorilievo erratico proveniente, con ogni probabilità, dalla Chiesa di Santa Maria prisca. A risolverci in questa direzione è stata la lettura del seguente brano che ha risolto ogni dubbio iconografico legata alla nostra raffigurazione:(1)

…il secondo testo sacro che parla del simbolismo del serpente nei pastorali, è quello con il quale Gesù nel Vangelo prescrive ai suoi di essere prudenti come il serpente e semplici come la colomba (San Matteo, Vangelo, X, 16): la Prudenza, figlia della Sapienza, la Semplicità, la Rettitudine sono in effetti, le qualità necessarie a coloro che hanno il carico delle anime. Qui, ancora una volta, il simbolismo cristiano dà la mano ai simbolismo più antichi che facevano del Serpente l’ideogramma della Sapienza. Su molti celebri pastorali possiamo vedere la colomba appollaiata sulla testa o persino rifugiata nella bocca del serpente, ad esempio nel pastorale dell’Abate sant’Annone di cui ha parlato P. Chaier, dove sembra che il vecchio orafo che lavorò questo bastone abbia voluto ricordare al prelato a cui il bastone era destinato, che le sue parole dovevano essere semplici, dolci e prudenti. Nel Medioevo, il simbolismo del pastorale era meglio conosciuto di quanto non lo sia oggi. Esso deriva dal precetto impartito da San Paolo a Timoteo: Riprendi, minaccia, esorta con gran pazienza e sempre istruendo (San Paolo, II Epistola a Timoteo, IV, 2).

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L’architrave con il serpente e la colomba. Sotto il disegno “a filo di ferro” per evidenziare il contorno.

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Dall’Enciclopedia dell’Arte Medioevale dell’Istituto dell’Enciclopedia Treccani (1998), traiamo un secondo brano particolarmente illuminante che contribuisce a rendere la nostra iconografia ancor più intelligibile:

…il pastorale di S. Annone […], l’arcivescovo di Colonia (1056-1075) e fondatore dell’abbazia di Siegburg, fu rinvenuto, secondo la tradizione, nel suo sarcofago nel 1183; l’asta in legno rosso presenta un’iscrizione disposta sui due collarini metallici intorno al nodo: Tytyre coge pecus cecos ne ducito cecos / moribus esto gravis rector fore disce suavis / astu serpentis volucris tege simpla gementis; il tutto è sormontato da un riccio in avorio del sec. XI (forse eseguito prima del 1075) che forma esattamente un mostro dalla testa ricurva nell’atto di inghiottire un uccello.(2)

In tal modo il serpente non è solo lo strumento diabolico per far penetrare la morte nel mondo, così come narrato da Herrada de Landsberg, abbadessa del monastero di Hohenburg in Alsazia, nel suo Hortus deliciarum («Così fa il Cristo, il quale, alla fine della propria vita mortale, depone in certo qual modo la propria anima per discendere nella morte che è penetrata nel mondo ad opera del serpente; in questo modo egli distrugge i peccati degli uomini e le loro funeste conseguenze»)(3) ma anche, se non soprattutto, il simbolo della prudenza. Un simbolo che sintetizza, in base alle parole già ricordate di Matteo, la funzione esortativa del nostro bassorilievo (del tutto congruo per stile e materiale costruttivo con altri frammenti lapidei conservati presso il tesoro della cattedrale): «Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come serpenti e semplici come colombe». Un passo che concorre, come detto, a farci meglio comprendere non solo l’allegoria del pastorale d’avorio di S. Annone (a riunire felicemente in una prospettiva di salvezza eterna entrambi gli animali, la colomba e il serpente) ma anche quella d’una ritrovata e ancor più dolce calamita di Pienza (visibile all’altezza del numero civico 4 di via dell’Angelo).

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L’architrave della porta maggiore dell’antica chiesa romanica di S. Maria, con scene bibliche.

(1) Charbonneau-Lassay Louis Il Bestiario di Cristo. Edizioni Aikeios, Roma, 1994, p. 417.

(2)THURRE D., Pastorale, in Enciclopedia dell’Arte Medioevale, http://www.treccani.it

(3)http://www.webalice.it/paolorodelli; http://www.treccani.it/enciclopedia.

PIENZA NASCOSTA

Copertina_PIENZA_NASCOSTA_webNel 2014 il Gruppo pubblica il catalogo per la mostra PIENZA NASCOSTA, arricchito con brevi testi di introduzione alle strutture architettoniche fotografate.

Il Duomo con le volte e le sottofondazioni, il Palazzo Piccolomini con le cantine e le sottostrutture del giardino pensile, il Palazzo Comunale con la torre dell’orologio, il Romitorio e il Deposito dell’Acquedotto rivelano le loro segrete strutture e suggestive inquadrature.


Pienza Nascosta (2014)
Gruppo Fotografico Pientino, GFP Edizioni, Pienza 2014

Pienza Nascosta_web.pdf (7,0 Mb)

 

PIENZA NASCOSTA – MOSTRA FOTOGRAFICA

Il Gruppo Fotografico Pientino presente la
MOSTRA FOTOGRAFICA

PIENZA NASCOSTA
Immagini di luoghi sconosciuti nelle architetture pientine

PIENZA (SI) – PALAZZO PICCOLOMINI

23 DICEMBRE 2014 – 6 GENNAIO 2015

Nel trentesimo anniversario della nascita del Gruppo Fotografico Pientino la tradizionale Mostra di Natale ha come oggetto immagini della Pienza “nascosta”. Abbiamo cercato di raccontare luoghi che, pur facendo parte del complesso architettonico cittadino, sono difficilmente visibili o visitabili e che pertanto restano sconosciuti ai più. Tra i soggetti scelti vengono proposti anche due luoghi che il Gruppo aveva già “immortalato” con proprie mostre nel 1997 (Le Gallerie del Duomo di Pienza) e nel 1998 (Il Romitorio) ma che meritano di essere riproposti insieme ad altri soggetti inediti. Tra questi spiccano sia le volte del Duomo – con le inaspettate strutture lignee di supporto alle sottostanti volte a crociera – sia le cantine di Palazzo Piccolomini, aperte ai pientini fino agli anni Settanta ma oggi pressochè dimenticate. Di particolare suggestione è l’affaccio che da esse si gode sul grande e profondo cilindro del pozzo di Piazza PIO II. Anche le immagini delle sottostrutture del Giardino Pensile dello stesso palazzo tornano, dopo la mostra di architettura del 2001, con nuovi scatti. Seguono foto inedite dell’interno del deposito dell’acquedotto pubblico e della torre comunale dell’orologio.
Accompagna la mostra il catalogo delle immagini, integrato con brevi descrizioni dei luoghi e alcune immagini aggiuntive che non hanno trovato posto nelle sale espositive.
Il Gruppo ringrazia tutti gli Enti che hanno permesso l’accesso alle strutture fotografate; in particolare la Società Esecutori di Pie Disposizioni in Siena, proprietaria di Palazzo Piccolomini (che ha concesso anche le sale espositive), la Fabbriceria della Chiesa Cattedrale di Pienza, la famiglia Moricciani per il Romitorio, l’Acquedotto del Fiora Spa, il Comune di Pienza.
Si ringraziano altresì la Banca Cras – Credito Cooperativo di Chianciano Terme-Costa Etrusca-Sovicille, la Fondazione Conservatorio San Carlo Borromeo ed il Comune di Pienza per il costante supporto economico dato all’intera attività del Gruppo, nonché tutti i soci sostenitori.

La mostra, ad ingresso gratuito, seguirà gli orari di apertura del Palazzo Piccolomini (da MARTEDI’ a DOMENICA 10,00-16,30 – Chiuso tutti i LUNEDI’. Il 25 Dicembre ed il 1 Gennaio apertura 14,00-18,00). Durante l’apertura sarà possibile acquistare i volumi editi dal Gruppo nel corso degli anni.

PER APPROFONDIMENTI SEGUIRE IL LINK AL SITO DEL GRUPPO

CANONICA 4

La copertina di Canonica 4
La copertina di Canonica 4

Umberto Bindi – Editoriale – pag. 3
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Aldo Lo Presti – Bibliografia illustrata della “Guerra in Val d’Orcia” di Iris Origo – pag. 5
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Ilaria Cappelli – Gli Statuti di Pienza del 1564 – pag. 19
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Andrew Johnson – Le statue mancanti di Pienza. Da un enigma rinascimentale alla comprensione del mondo di un Papa: una sintesi. – pag. 67
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Rodolfo Calamandrei – Monte Amiata. Appunti e Bozzetti – pag. 81
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Orazio Antonio Bologna – Giovanni Antonio Arrivabene, Poeta – pag. 121

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