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UN ORIZZONTE INCONFONDIBILE

Alma Giovannoni

UN ORIZZONTE INCONFONDIBILE
Memorie valdorciane di Lidia Paolucci Lorenzoni

(Canonica 8 – pag. 120)

Le pagine che seguono mi furono affidate molti anni fa dalla loro autrice. Rileggendole a distanza di tanto tanto tempo, non solo le ho gradite e apprezzate, ma mi hanno spinto a condividerle con il gruppo del Centro studi Pientini.
Contengono ricordi personali e familiari che si snodano in un arco di tempo che va dagli anni 30 agli anni 70 fornendoci, nel contempo, interessanti descrizioni della storia come della vita sociale economica e culturale degli abitanti di Pienza e della Val d’Orcia.

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AGOSTINO DATI, LA CASA DI PIENZA E I RAPPORTI CON PIO II

Giancarlo Bastreghi, Fausto Formichi

AGOSTINO DATI, LA CASA DI PIENZA
E I RAPPORTI CON PIO II

(Canonica 8 – pag. 93)

A Pienza sul fronte di un palazzetto, che si trova in Via Buia, è posto uno stemma in arenaria gialla, pietra tipica del luogo, che raffigura uno scudo in rilievo con all’interno tre sfere; al di sotto, quasi a sostegno, è scolpito un angioletto alato. Via Buia è una strada perpendicolare al Corso principale dell’abitato e rientra tra quei vicoli tipici, cosiddetti “a pettine”, che formano gran parte del tessuto spontaneo della vecchia Corsignano.

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I LIBRI PIENTINI DI ALESSANDRO PICCOLOMINI

Aldo Lo Presti

I LIBRI PIENTINI DI ALESSANDRO PICCOLOMINI

(Canonica 8 – pag. 69)

L’apporto culturale, politico-amministrativo ed artistico fornito da PioA Pienza molti sono i luoghi che ne stabiliscono la peculiare identità, e tra questi è possibile citare la biblioteca di Palazzo Piccolomini che contiene scaffali e armadi che conservano gelosamente manoscritti e documenti di «…notevole pregio».1 Un ambiente, questo della Biblioteca, che in origine, e secondo la descrizione che ce ne ha lasciato lo stesso Enea Silvio Piccolomini nei Commentari, II e dai suoi collaboratori ed intermediari nelle Marche del ‘400 è ancora oggi difficile quantificarlo. Certo è che, come sottolineato da llustri storici già da tempo, è stato spesso minimizzato, se non tralasciato, forse a causa della breve durata del suo pontificato, senza considerare la consistenza dell’opera e del messaggio che continuarono a produrre frutti molto a lungo.

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L’OPERA DI «SINENSES» E «PIESCHI» NELLE MARCHE DI FINE ‘400

Matteo Parrini

L’OPERA DI «SINENSES» E «PIESCHI» NELLE MARCHE DI FINE ‘400

(Canonica 8 – pag. 37)

L’apporto culturale, politico-amministrativo ed artistico fornito da Pio II e dai suoi collaboratori ed intermediari nelle Marche del ‘400 è ancora oggi difficile quantificarlo. Certo è che, come sottolineato da llustri storici già da tempo, è stato spesso minimizzato, se non tralasciato, forse a causa della breve durata del suo pontificato, senza considerare la consistenza dell’opera e del messaggio che continuarono a produrre frutti molto a lungo.

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L’OPERA DI SINENSIS

IL CICLO FRANCESCANO DI PIENZA. RARITÀ ICONOGRAFICHE E NUOVE SCOPERTE

Sara Mammana, Roggero Roggeri

CRISTOFORO DI BINDOCCIO, MEO DI PERO E IL CICLO FRANCESCANO DI PIENZA. RARITÀ ICONOGRAFICHE E NUOVE SCOPERTE

(Canonica 8 – pag. 5)

La chiesa di San Francesco a Pienza

L’edificio dedicato al Santo di Assisi si affaccia sul corso principale della città e mostra, nella propria semplicità, le caratteristiche essenziali delle chiese degli ordini mendicanti [fig.1]. Un’unica navata, sormontata da un tetto a capriate, si innesta all’area presbiteriale che presenta una sola cappella quadrangolare qualificata con volte a crociera.

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> CRISTOFORO DI BINDOCCIO

CANONICA 8

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Alfiero Nino Petreni
EDITORIALE
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Sara Mammana, Roggero Roggeri
CRISTOFORO DI BINDOCCIO, MEO DI PERO E IL CICLO FRANCESCANO DI PIENZA. RARITÀ ICONOGRAFICHE E NUOVE SCOPERTE
pag. 5
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Matteo Parrini
L’OPERA DI «SINENSES» E «PIESCHI» NELLE MARCHE DI FINE ‘400
pag. 37
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Aldo Lo Presti
I LIBRI PIENTINI DI ALESSANDRO PICCOLOMINI
pag. 69
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Gian Carlo Bastreghi, Fausto Formichi
AGOSTINO DATI, LA CASA DI PIENZA E I RAPPORTI CON PIO II
pag. 93
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TRA I QUADRI | TRA I LIBRI
pag. 105
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SUPPLEMENTO /2
UN ORIZZONTE INCONFONDIBILE
MEMORIE VALDORCIANE DI LIDIA PAOLUCCI LORENZONI
a cura di
Alma Giovannoni


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