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IL “DE ASIA” DI PIO II

Progettato nel 2014 in occasione del 550° anniversario della morte di Pio II, nel mese di aprile 2016, è uscito per le edizioni IF Press di Roma, con il contributo della Diocesi di Montepulciano Chiusi Pienza, e del Rotary International, il volume Enea Silvio Piccolomini – Papa Pio II, ASIA (DE ASIA), traduzione ed edizione a cura di Remigio Presenti e Manlio Sodi.

Copertina

Il De Asia, è l’ultima opera a carattere storico-geografico di Pio II, nell’ambito di un progetto di cui era già stata scritta una parte con il “De Europa”, e “l’Historia Buhemica”. L’opera, per la prima volta tradotta e pubblicata in italiano, fu pensata dal Papa nel mese di luglio del 1461. In quel mese, infatti, Pio II, per sfuggire alla calura estiva di Roma si reca a Tivoli dove incontra Federico di Montefeltro.

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550° ANNIVERSARIO DI PIO II NELLE MARCHE

Accogliamo con piacere la recensione della pubblicazione degli atti del Convegno tenutosi a Matelica (MC) nel 2014, in occasione delle celebrazioni per il 550° anniversario della scomparsa di Pio II. Il volume è stato presentato il 30 aprile scorso e il nostro Centro Studi è stato contattato dagli studiosi marchigiani al fine di instaurare una possibile collaborazione. Siamo molto felici di questo contatto e ci organizzeremo per darle un seguito.

copertinaIl sogno ambizioso e mai realizzato della crociata di Papa Pio II Piccolomini, gli anni che ne accompagnarono l’organizzazione e la cultura del tempo, soprattutto nella Marca Anconitana, sono i temi centrali del nuovo volume edito dal Centro Studi Storici “Don Enrico Pocognoni” e presentato al pubblico sabato 30 aprile scorso in un incontro molto partecipato svoltosi a Matelica (Macerata). Il volume raccoglie gli atti scritti dai dodici relatori marchigiani che hanno contribuito alle celebrazioni svoltesi nel 2014 per i 550 anni del transito di Papa Pio II nella Marca Anconitana, diretto ad Ancona, dove poi lo colse la morte il 14 agosto 1464. Matelica, nota per il suo celebre Verdicchio e spesso identificata solo come la patria del fondatore dell’Eni Enrico Mattei o di letterati come lo scrittore Libero Bigiaretti, grazie a questi studi  si riscopre, nella sua storia millenaria, al centro di una fitta rete di scambi che la resero ricca ed una delle principali piazze nell’ambito del commercio dei pannilana in Europa, sia pure stretta tra l’industriosa città di Fabriano ed i temuti confini del Ducato di Camerino.

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LA DIETA DI MANTOVA NEI REGISTRI VATICANI

Rendiamo disponibile, grazie alla pubblicazione sul portale scientifico academia.edu, un interessante articolo dal titolo “La dieta di Montova nei Registri Vaticani” redatto dallo studioso Gianmarco Cossandi e pubblicato nel volume “I Gonzaga ed i Papi” (vedi sotto). L’articolo (di 21 pagine) ricostruisce i contenuti dei documenti riconducibili al periodo del papato di Pio II presenti nei Registri Vaticani, documenti riferibili soprattutto al Concilio di Mantova, convocato nel 1459 da Papa pientino al fine di convincere i regnanti europei della necessità di contrastare l’inesorabile avanzata dell’Impero Ottomano. Di seguito l’abstract del capitolo  (in inglese) e il link al testo (in italiano) da noi reso disponibile in formato pdf.

The purpose of this contributio is to propose (or propose again) some documents concerning the dieta of Mantova, found by using as research material the Vatican Registers, which represent in fact the most important tradition of the papal documents.
By using unpublished and published materials, the contribution reads some of the documents copied on the Vatican Registers, and describes some themes related, with the aim of bringing attention back to a matter, classified maybe summarily by the historiography of the twentieth-century as “the last universalist dream of the Church”.
In particular, further to the large number of documents that refer to the need of raising the necessary funds to support the project of the military campaign (or Crusade) against Turks, it seems rather significant the presence on three registers of the Execrabilis, through which the procedure of appeal to the Congress was condemned, against the Pope’s opinion. Concerning this, the contribution, recalling part of what Gian Battista Picotti formerly said, through an analysis of the different “versions” of the document, comes finally to suppose the existence of a primitive text, and to delineate its dating and publication.

>> LA DIETA DI MANTOVA <<


I Gonzaga e i Papi

Roma e le corti padane
fra Umanesimo e Rinascimento (1418-1620)
Atti del convegno Mantova – Roma
21-26 febbraio 2013
a cura di
Renata Salvarani
Libreria Editrice Vaticana
Città del Vaticano
2013

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VEDI IL VIDEO DI PRESENTAZIONE DEL LIBRO

ARTICOLO RIVISTA “MEDIOEVO”

Su indicazione dell’amico Ciacci Cristiano, segnaliamo ai visitatori del sito un dossier su Pio II nel numero di maggio della rivista MEDIOEVO. Seguite il LINK che porta al sito della rivista.

Senza titolo-1Medioevo
Numero 220
Maggio 2015

Nel numero di Maggio: Maria, Giovanni dalle Bande Nere, gli eserciti comunali, il Palazzo della Ragione, e il Dossier dedicato a Pio II.

 

 

IL PLATINA

platinaIL PLATINA 
L’Umanista gastronomo di Pio II
(Le pietanze papali)

di Fabio Pellegrini

E’ uscito il saggio sulla figura di Bartolomeo Sacchi, detto il Platina, personaggio della “corte umanista” di Pio II. Saggio che segue gli scritti dello stesso Pellegrini sul Cardinale Iacopo Ammannati e su Niccolò Forteguerri.

Con la prefazione di Marco Montori, il nuovo testo racconta “dell’umanista, dell’abbreviatore di Pio II, con la passione della gastronomia. Non un cardinale ma un funzionario virtuoso nel campo delle lettere, con una sua geniale e imprevedibile personalità ma legato, come gli altri due, alla sua memoria da un vincolo fortissimo di ammirazione e di gratitudine”, come si legge nella prefazione di Giampietro Colombini.

Il volumetto in formato tascabile esce  per i tipi della Editrice DonChisciotte ed è composto da 120 pagine. ISBN 978-88-88889-52-8

In copertina: Melozzo da Forlì, Il Platina riceve dal papa Sisto IV le chiavi della Biblioteca Vaticana.

ENEA SILVIO PICCOLOMINI E L’IDEA DI EUROPA

CENTRO STUDI PROGRESSUS – ACCADEMIA DEI ROZZI
GIORNATA DI STUDI

ENEA SILVIO PICCOLOMINI E L’IDEA DI EUROPA

Siena 13 dicembre 2014 ore 9.00
Accademia dei Rozzi
Sala della Suvera
Via di Beccheria 14

Comitato organizzatore
Eleonora Belloni, Alfredo Franchi, Leonardo Magionami, Laura Neri,
Petra Pertici, Vinicio Serino, Giacomo Zanibelli

Nel corso della giornata di studi sarà allestita anche una mostra sulla produzione letteraria di Enea Silvio Piccolomini curata da Francesco Dondoli dal titolo:
GLI SCRITTI SUL CONCILIO DI BASILEA E L’INDICE DEI LIBRI PROIBITI

ore 9.00
Saluti
CARLO RICCI (Arcirozzo)
BRUNO VALENTINI (Sindaco di Siena)
FABRIZIO FÈ (Sindaco di Pienza)
DIANA TOCCAFONDI (Soprintendente Archivistico per la Toscana)
ANDREA CLAUDIO GALLUZZO (Consigliere SISS)
LAURA NERI (Presidente Centro Studi Progressus)

ore 9.30
I Sezione: Quadri locali
Modera: LEONARDO MAGIONAMI (Università di Siena)
ETTORE PELLEGRINI (Accademia dei Rozzi)
Rassegna bibliografica su convegni e pubblicazioni in ambito europeo riguardanti la figura di Pio II
GUSTAVO MOLA DI NOMAGLIO e VALERIO GIGLIOTTI (Centro Studi Piemontesi- Università di Torino)
Il segretario dell’Antipapa: Enea Silvio Piccolomini ed Amedeo VIII. Tra storia e attualità
PATRIZIA TURRINI (Archivio di Stato di Siena)
Presentazione di alcuni documenti conservati all’archivio di Stato di Siena
CLELIA RICCIARDELLO (Le Antiche Dogane)
Papa Pio II, Enea Silvio Piccolomini e i bagni di Petriolo
CARLO ALBERTO FALZETTI (Le Antiche Dogane)
Pio II e l’allume di Tolfa
VINICIO SERINO (Università di Siena)
Pio II, la cattedrale e la luce della creazione
GIOVANNI MACCHERINI
Enigmi e curiosità nell’araldica piccolominea a Siena

ore 13 pausa

ore 14.30
II Sezione: Verso una grande Europa
Modera: ELEONORA BELLONI (Università di Siena – Direttore Centro Studi Progressus)
MORENO LIFODI (Associazione Italiana di Cultura Classica)
Enea Silvio Piccolomini poeta: genesi, modelli, temi e personaggi dei carmina
FRANCESCO RICCI (Liceo Classico E.S. Piccolomini, Siena)
Il mondo delle corti. Un confronto tra Enea Silvio Piccolomini e Baldassarre Castiglione
STEFANO DI BRAZZANO (Liceo Classico F. Petrarca, Trieste)
Enea Silvio Piccolomini e la ricezione dell’Umanesimo a Trieste nelle lettere e nelle arti
ALFREDO FRANCHI (Centro Studi Progressus)
La magnanimitas nella vita e nei “Commentarii” di Enea Silvio Piccolomini
GIACOMO ZANIBELLI (Università di Siena)
L’educazione dell’individuo nell’idea di umanesimo di Enea Silvio Piccolomini
CARLA BENOCCI (Soprintendenza Comune di Roma)
Pio II educatore: strategie politiche e familiari di Guido Sforza di Santa Fiora e dei suoi eredi, Bosio e Francesca Sforza Orsini.
BARBARA BALDI (Università di Milano)
Confini esterni e interni dell’Europa nella visione di Enea Silvio Piccolomini

ore 17.30
Tavola rotonda: Pio II, la Chiesa rinascimentale e la crociata
Modera: PETRA PERTICI (Accademia degli Intronati)
DUCCIO BALESTRACCI (Università di Siena)
Christianitas/Europa/Islam. Pio II fra idea di crociata e progetto politico
MARCO PELLEGRINI (Università di Bergamo)
Pio II, i turchi e la crociata

Brochure_convegno.pdf
Locandina.pdf

Link al sito degli organizzatori

CON IL PATROCINIO DEL CENTRO STUDI PIENTINI

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MALATESTA e PIO II

La copertina della pubblicazione
La copertina della pubblicazione

E’ stato presentato SABATO 6 SETTEMBRE 2014 il libro MALATESTA. Nello specchio deformante del papa.

Selezione dai Commentarii delle parti utili al ritratto del celebre “Principe di Rimini” curata da Gunter Stolz, traduttore in lingua tedesca dal latino, e da Fabio Pellegrini, traduttore dal latino del testo italiano.

Sigismondo Pandolfo Malatesta fu uno dei piu’ abili condottieri del XV secolo e trasformo’ Rimini  in un brillante centro di cultura. Ma poi,  cercando di allargare il suo territorio in modo smisurato, entro’ in conflitto con lo stato della chiesa e trovo’ in Papa Pio II un nemico inesorabile, che infine lo fece sparire dalla  scena politica d’Italia.

La selezione e’  stata tratta da Enea Silvio Piccolomini, Papa Pio II – I Commentarii – Ed. da Luigi Totaro, Milano 1984.

2014 eneasilviopiccolomini.de

ISBN 9788896434291

QUANDO PIO II SCRIVEVA AL CONTE DRACULA

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Un ritratto di Vlad III

Il nome Dracula evoca in molti la figura leggendaria del Conte della Transilvania, famelico vampiro protagonista di tanti testi letterari e cinematografici. Uno stereotipo di personaggio dotato di poteri sovrannaturali, avido succhiatore di sangue, signore delle tenebre, timoroso solo della croce e… dell’aglio.
Tra i romanzi più famosi ispirati alla leggenda e allo stesso tempo ispiratori di altri lavori di fantasia ricordiamo il “Dracula” di Bram Stoker, scritto nel 1897, a cui fanno riferimento almeno un centinaio di film; tra i più famosi, quello di Francis Ford Coppola con Gary Oldman, Anthony Hopkins e Winona Ryder (Dracula – 1992) e quello di Neil Jordan con Tom Cruise e Brad Pitt (Intervista col Vampiro – 1994).
Ma forse non tutti sanno che il Conte “Dracula” è esistito veramente con il nome nobiliare di Vlad III; naque a Sighisoara nel 1431 e morì in battaglia nel 1476. Un guerriero colto e implacabile che compì, insieme alla sua dinastia, efferati delitti e stragi indicibili. Il nome Dracula deriva dal titolo Dracul che il padre Vald II si attribuì per la sua appartenenza all’ordine del Drago (draco in latino), ordine cavalleresco nato per difendere la cristianità dalle eresie.

E forse altrettanti non sanno che Papa Pio II ha avuto per lui,  nei suoi “Commentarii”,  motti di orrore e meraviglia, con un pizzico di inconscia ammirazione, forse per la sua implacabile lotta contro gli eserciti ottomani. Sappiamo che Pio II aveva molto a cuore le sorti dell’Europa che stava per essere invasa dai Turchi;dracula1 il papa pientino vedeva nel principe rumeno uno strenuo difensore della cristianità in quanto era uno dei pochi regnanti europei che lottava con tutte le proprie risorse contro le invasioni ottomane.
I tremendi metodi adottati per “dissuadere” i nemici e per tenerli lontani dalle sue terre valsero a Vald III l’appellativo di “impalatore” (tepes); faceva infilzare gli avversari catturati vivi, con lunghe pertiche piantate per terra, lasciandoli poi agonizzare alla vista dei compagni d’arme. La tecnica fu adottata anche nei confronti degli oppositori interni, dei popoli conquistati e di quanti provavano a contraddire la sua volontà.

commentariiPio II cita più volte il Conte Vlad III nei suoi commentari, descrivendone le vicende tragiche e le imprese leggendarie. Forse si sono anche incontrati, a Firenze. Di fatto, entrambi si prefiggevano lo stesso fine, sconfiggere Maometto II, anche a costo di trovare con un’accordo con lui.
          Pio II valutò in più riprese la possibilità di usare la potenza distruttiva di Dracula per piegare gli ottomani ed era affascinato dal lato poliglotta, colto e intraprendente del conte valacco, a suo modo un umanista poliedrico e profondo conoscitore della natura umana. Ma la distanza morale tra i due era abissale e Papa Piccolomini preferì accordarsi con Matteo Corvino d’Ungheria per controllare l’esplosiva situazione danubiana. A noi restano le pagine dei Commentarii, testimonianza diretta delle vicende storiche di un personaggio che fa ancora parlare di se.


Pio II e Dracula nella letteratura rumena.

diario_di_draculaTra gli scrittori che si sono occupati di Dracula e che hanno inquadrato in modo molto puntuale il rapporto tra quest’ultimo e Pio Il va segnalato il rumeno Marin Mincu, con il suo romanzo storico “Il Diario di Dracula” (Bompiani, 1992 – Prefazione di Cesare Segre, con uno scritto di Piero Bigongiari Copertina: Hieronymus Bosch, Giudizio finale (part.), Accademia, Vienna). Riportiamo il commento al volume ad opera di Bigongiari:
La vera storia del personaggio che ha dato origine alla leggenda nera del vampiro. Questo romanzo del rumeno Marin Mincu rievoca la figura storica di Dracula, il “voivoda” Vlad III, sanguinario e dispotico guerriero che Enea Silvio Piccolomini, papa Pio II, incoraggiò e ammirò nella speranza di farne il condottiero della lotta contro i Turchi. In un insolito affresco fra tardogotico e rinascimentale, sullo sfondo lo scontro fra Cristianità e Islam, Dracula in prima persona racconta le trame dinastiche di cui fu vittima e riflette sull’ambiguità del rapporto tra l’abietto e il sublime nell’azione. Imprigionato sotto il Danubio nella torre di Salomone, il principe valacco rivive i suoi più terribili misfatti, vagliando i documenti storici che hanno nutrito la sua fama sinistra, e «lo può fare, perché il Dracula di Mincu è, come lo fu veramente il “voivoda”, un uomo di cultura e un poliglotta, un umanista trascinato all’azione da un destino più subìto che voluto» (C. Segre). «È un libro dunque che si può persino definire edificante, nella riscrittura della degradazione e dell’orrore di fatti reputati come veridici?» (P. Bigongiari).

Per saperne di più vedi anche in FOLIO, la rivista storica on line della PANINI.

Tra gli ultimi testi usciti vedi Dracula, una storia vera, di Bianchi Vito,  Raffaello Cortina Editore, Milano, 2011

Articolo in collaborazione con www.portalepienza.it

DOVE E’ SEPOLTO PIO II?

Sono ormai passati quasi dieci anni dalle celebrazioni per il sesto centenario della morte di Pio II; ma dove è sepolto Papa Piccolomini? Ecco una breve cronaca sulla travagliata storia della salma del Pontefice.

 

Il sarcofago di Pio II
Il sarcofago di Pio II

Nell’agosto del 1464, papa Pio II si trovava ad Ancona dove attendeva gli alleati per intraprendere la crociata contro i Turchi ma proprio qui trovò la morte il 14 agosto. Il suo corpo fu sepolto in una tomba terragna all’interno della cappella di San Gregorio Magno nell’antica basilica di San Pietro in Vaticano che, come è noto, accoglieva i successori di Pietro. La tomba era corredata da un monumento funebre parietale in marmo caratterizzato da sarcofago e iscrizione.
Medesima collocazione fu riservata a Pio III deceduto a Roma il 18 ottobre 1503 e nipote del pontefice.
Durante il pontificato di papa Paolo V, e propriamente tra il 1614 e il 1615, i monumenti funerari dei due pontefici Piccolomini furono trasportati dalla basilica di San Pietro alla chiesa di Sant’Andrea della Valle mentre le loro salme furono traslate solo successivamente.

L'interno della Chiesa di Sant'Andrea della Valle
L’interno della Chiesa di Sant’Andrea della Valle

Il 6 gennaio 1623, a “due ore di notte e nulla adibita pompa”, i resti mortali venivano riposti entro cassette sotto il pavimento della tribuna nella già citata chiesa di Sant’Andrea.
Fu nel 1758, durante i lavori di rifacimento del pavimento che le ossa furono scoperte ma, nuovamente sotterrate, non sono state mai più ritrovate.
I sarcofaghi, collocati fin dagli inizi del XVII secolo sopra i due archi che collegano la navata principale con quelle laterali, sono quindi sempre stati vuoti.
Il monumento parietale di Pio II, realizzato da Paolo Sacconi nel 1470 circa, è posto sul lato sinistro della navata;
due angeli sostengono lo stemma pontificio costituito da croce negra sormontata da cinque lune d’oro.

Il Monumento funebre di Papa Piccolomini
Il Monumento funebre di Papa Piccolomini

Nel primo riquadro sono scolpiti la Vergine, il Bambino, Enea Silvio Piccolomini – futuro papa Pio II – in abiti cardinalizi oltre ai Santi Pietro e Paolo. Nel secondo riquadro, il pontefice è scolpito disteso sull’urna sepolcrale, in cui sta scritto PIUS PP II. Nel terzo, la solenne processione del 12 febbraio 1462 per il trasporto del capo di Sant’Andrea da ponte Milvio alla basilica vaticana. Lateralmente, in apposite nicchie, sono scolpite in alto rilievo sei virtù: la Scienza con la face, la Fortezza con la colonna, la Prudenza col serpente, la Giustizia con la spada, la Fede col calice e la Carità coi bambini.
Il monumento è corredato da due iscrizioni latine che narrano la carriera del pontefice e la definitiva sistemazione del monumento nel 1614.
Non sappiamo se la scelta della chiesa di Sant’Andrea della Valle fu dettata dalla circostanza che il Santo è patrono della Città di Pienza.

SANT’ANDREA DELLA VALLE
La chiesa di Sant’Andrea della Valle si trova in Corso Vittorio Emanuele II nei pressi di Piazza Navona. Eretta a partire dal 1591 fu consacrata solo nel 1650. All’interno della chiesa si conservano gli affreschi del Domenichino con le storie di Sant’Andrea e, nella curva dell’abside, una imponente crocifissione del Santo, di Mattia Preti (1650-51).

(articolo realizzato in collaborazione con PortalePienza.it)

CANONICA 3

La copertina di Canonica 3
La copertina di Canonica 3

Editoriale –     pag. 3
Aldo Lo Presti – Pio II nel romanzo di Clarice Tartufari
«Il Miracolo» –     pag. 5
A. L. – Un dimenticato quadro pientino di Andrej
Jakovlevic Beloborodov –     pag. 13
Gabriele Fattorini – Aggiornamenti dal Museo Diocesano di Pienza –  pag. 19
Elena Trapassi – Il restauro del «Ritratto di Antonio Carnesecchi», Arcidiacono di Pienza – pag. 29
Luca Giuliani – Il ritratto di Maria Pasqualetti  da Castel Viscardo di Romea Ravazzi  – pag. 33
Giovanni Mignoni – L’ordinamento giuridico delle diocesi di Chiusi e Pienza nel xx secolo – pag. 49
Francesco Dondoli – Portfolio 2 «Cortili aperti»

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