I NOVANTA ANNI DI LEONE PICCIONI

Di Nino Petreni

Il dieci maggio 2015, Leone Piccioni, cittadino onorario di Pienza dal 15 novembre 2003, del quale riportiamo a parte una scheda, ha compiuto novanta anni, per festeggiarlo è stato pubblicato un prezioso volume edito da Pananti – Firenze, dal titolo significativo: Maestro e amico – Per i novant’anni di Leone Piccioni.

Il volume, a cura di Gloria Piccioni, dopo lettere affettuose di auguri “Caro Leone” da parte di: Alberto Arbasino, Giampiero Boniperti, Alessandro Ceni, Valentina Fortichiari, Raffaele La Capria, Claudio Magris, Elisabetta Rasy e Sergio Zavoli, riporta importanti testi e testimonianze “De Leone”, che ricordano, l’uomo, il critico, l’alto dirigente Rai, durante gli anni d’oro della Televisione di Stato, quella più celebrata, quella costruita per lo più da intellettuali e scrittori, il professore.

Un volume veramente importante da leggere e conservare gelosamente per il valore dei testi e degli autori: giornalisti, scrittori, musicisti, sportivi, religiosi, che possono costituire una vera antologia della letteratura italiana contemporanea. Di seguito riportiamo, ovviamente, soltanto alcune di queste testimonianze, stralciate arbitrariamente qua e la, tra le centocinquanta pagine del volume.

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Isabella Bossi Fedrigotti – Recensioni fermoposta.

Non posso dimenticare la mia sorpresa, la mia incredulità per aver incontrato un critico così sapiente, affettuoso, non mordace, non aspro, non inesorabile. Generoso in generale, in nome della letteratura, perché ama i libri con passione con trasporto, li conosce, li capisce, gli stanno a cuore.

Paola Capriolo – il baciamano

Incontrarlo era come essere presentati personalmente al fior fiore della letteratura italiana del Novecento, come stringere la mano a Ungaretti e a Luzi, a Gadda e a Montale, a tutti i grandi poeti e narratori della cui vicenda creativa, Leone,  come sapevo, era stato un testimone imprescindibile.

Margaret Mazzantini- L’intelligenza del cuore

Non ci sono uomini della tua stazza in giro. Ogni volta ho la sensazione benefica di parlare con l’ultimo esemplare di una razza migliore e svanita, dove la verità dell’uomo è profonda, generosa, la sostanza inossidabile e il carattere gioioso, come piace a me. Le persone serie, non hanno tempo per prendersi sul serio!. L’intelligenza è quella del vero cuore.

Marta Marazzoni- L’arte di ascoltare

Leone Piccioni è un critico appassionato: gli autori di cui si occupa davvero lo occupano con una sorta di invadenza affettiva, che non oscura la capacità di analisi, ma anzi la allarga come un faro che snidi angoli nascosti

Piero Pananti – Bilenchi e gli amici pittori

Leone Piccioni è stato fraterno compagno di strada di tanti artisti. Lui stesso, fine e attento collezionista, ha raccolto nel tempo opere di grande valore, spesso riuscendo a scoprire il segreto della loro arte ancor prima che questi artisti fossero consacrati dal mercato. Gli artisti toscani che Leone predilige massimamente sono, oltre a Ottone Rosai, Ugo Capocchini, Mario Marcucci, Venturino Venturi, e Enzo Faraoni.

Cardinale Gianfranco Ravasi – Memoria e fedeltà

Leone, che ha una straordinaria bibliografia critica custodisce anche una religiosità interiore, non ostentata ma genuina e testimoniata con lievità e finezza. Da un lato, infatti, era un vero godimento della mente ascoltare i racconti della sua intensa esperienza di letterato a contatto con le figure più significative e suggestive del secondo Novecento. Dall’altro lato, però, c’era anche quella spiritualità, ereditata dalla famiglia e vissuta con spontaneità.

Suor Maria Chiara Stucchi – Quel cenacolo in Monastero

Una mattina di primavera venni chiamata al parlatorio, e il tempo sempre in divenire tornò indietro all’improvviso: il professore Leone Piccioni alla grata!. Fu una sorpresa, dono del mio confessore, don Icilio Rossi, parroco della cattedrale di Pienza, che conoscendo la storia della mia vita ed essendo amico di Leone Piccioni, organizzò questo incontro. Un dono che si è perpetuato nel tempo, con le sue visite durante l’anno, due o tre volte almeno, avendo lui una casa a Pienza, luogo tanto amato. E ricordo ancor più commovente, un incontro divenne un cenacolo, proprio al Monastero, Mario Luzi, don Fernaldo Flori, insieme a don Icilio, don Ivo Petri…..

La poesia, struggente anelito di Dio, soffio vitale di Ungaretti, di Mario Luzi, la poesia ricerca dell’Assoluto.

Chiudono il volume “tre studi” : L’Umanesimo e la critica di Emanuela Bufacchi, Omaggio al lettore di Luzi di Daniele Piccini, e Lezioni di felicità di Silvia Zoppi Garampi.

 

Leone Piccioni

Leone Piccioni nasce a Torino nel 1925, da Attilio, uno dei padri della Costituente; vive abitualmente a Roma, ma passa frequenti prolungati periodi a Pienza.

Ha frequentato le università di Firenze e Roma. Allievo di De Robertis e Ungaretti, si laurea con una tesi sulle Dieci canzoni di Giacomo Leopardi e per alcuni anni diventa libero docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma e poi alla Luiss di Milano.

Alla carriera accademica ha affiancato quella giornalistica: assunto in Rai nel 1946, è stato Capo del Settore Arti e Scienze del Giornale Radio e del Telegiornale. Condirettore di “Nuovi argomenti”, ha diretto la rivista mensile di politica e cultura “Prospettive nel mondo”, ed il settimanale “La discussione”.

Redattore della rivista letteraria L’Approdo e poi curatore della omonima trasmissione televisiva.

Sempre nella Rai viene nominato direttore del Telegiornale ed inizia una brillante carriera di dirigente che lo porta ai vertici dell’ente televisivo: Direttore dei programmi televisivi, responsabile del Servizio Spettacoli, Direttore centrale dei Programmi radiofonici, ruolo in cui attua quella riforma dei programmi stessi che poi ha influenzato la vita della radiofonia. Nel 1969 viene nominato Vice direttore generale. Lascia la Rai nel 1991.

Piccioni ha svolto una notevole attività di critico (è da sempre membro fisso e autorevole dei più importanti premi letterari italiani,) e di recensore letterario per vari giornali e riviste. Molti i suoi libri di saggi, rivolti soprattutto alla letteratura moderna e contemporanea, ne ricordiamo alcuni:

Lettura leopardiana e altri saggi. Vallecchi Editore; Sui contemporanei. Fratelli Fabbri Editori; Tradizione letteraria e idee correnti. Fratelli Fabbri Editori; La narrativa italiana tra romanzo e racconto. Mondadori Editore; Antologia dei poeti negri d’America. Vallecchi Editore; Lavagna bianca. Vallecchi Editore; Pazienza e impazienze. Vallecchi Editore; Troppa morte troppa vita: Maestri e amici; Vita di un poeta: Giuseppe Ungaretti, Ritratto fuori moda. Rizzoli Editore

Ha curato tutta l’opera poetica di Giuseppe Ungaretti pubblicando nella collezione dei Meridiani di Mondadori “Vita di un uomo, tutte le poesie” che dal 1969 al 1988 ha raggiunto ben 19 edizioni.

Recentemente ha pubblicato presso Rizzoli e Pananti una serie di ritratti critico-biografici di scrittori e artisti tra i quali Cardarelli, Gadda, Bilenchi, Saba, Montale, Venturino Venturi.

Pubblichiamo un documento dell’archivio Luce del 1969, sulla presentazione di un altro libro di Piccioni, la bellezza di 46 anni fa.