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Notizie su Pienza ed il suo territorio, manifestazioni, eventi, mostre e iniziative culturali.

Giornata di studi: FRANCESCO RUSTICI e il NATURALISMO a Siena

Pienza, 
Sala Convegni
Conservatorio San Carlo Borromeo

Sabato 9 Settembre 2017
Ore 10.30 – 16.30

L’iniziativa nasce dall’interesse suscitato dalla sezione della mostra del “Buon secolo della pittura senese” dedicata a Francesco Rustici. Molti gli studiosi che aderiscono all’iniziativa, arricchendo il programma della giornata.
INFO:  +39 333 2764568 roger.roger1953@gmail.com 


IL TITOLO UFFICIALE PER LA “CITTA’ DI PIENZA”

Dopo la definizione dello Stemma Araldico avvenuta nel 2004 (1), l’Amministrazione Pientina ha voluto ufficializzare anche il titolo di CITTA’, già di fatto acquisito grazie alla nomina di sede diocesana del 13 agosto 1462  ad opera di Pio II (2) ma mai formalmente definito dalla Presidenza della Repubblica (3).  Così, martedi 18 luglio 2017, il Prefetto di Siena consegnerà al Sindaco il decreto che conferisce il titolo legale di Città a Pienza.

Il logo ufficiale della città, adottato dal 2004. Il Leone è lo stesso che appare nell’affresco Quattrocentesco della Sala Consiliare. Realizzato da Rosa Maria Trentadue e Umberto Bindi è stato ufficializzato dal Consiglio Comunale nella seduta del 30 gennaio dello stesso anno 2004. Segui il link per il testo integrale della pubblicazione.

 


(1) La definizione dello stemma araldico  fu ufficializzata dal Consiglio Comunale del 30 gennaio 2004  e pubblicato, insieme al nuovo Statuto Comunale, in un volume edito nello stesso anno. Si legge nell’introduzione del Sindaco Marco Del Ciondolo: “Oltre al testo integrale dello Statuto, il volume contiene  una ricerca storica sullo stemma araldico che ne riscontra la presenza nei documenti e nelle rappresentazioni del passato; numerose sono state, nel corso dei secoli, le versioni utilizzate dall’Amministrazione Pubblica pientina, con varianti che talvolta differivano notevolmente tra loro. Allo studio è seguita la definizione ufficiale, di cui è in corso il riconoscimento di legge da parte dell’Ufficio Onorificenze e Araldica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con l’introduzione nello Statuto della descrizione di stemma e gonfalone. Il nuovo disegno adottato prende spunto dalla raffigurazione che compare nell’affresco quattrocentesco presente nella Sala del Consiglio. Nella terza parte della pubblicazione le norme tecniche per l’utilizzo dello stemma costituiscono il manuale di riferimento per chi, all’interno e all’esterno dell’Amministrazione, si troverà a impiegarle, creando i presupposti per un uso conforme nel tempo”.

(2) Ecco come nei Commentari di Enea Silvio Piccolomini – Papa Pio II° – si ricorda il primo riconoscimento che il suo più illustre cittadino ebbe a concedere: “ Il borgo di Corsignano diventa città e prende il nome dal Pontefice e suo novello fondatore; è ornata di uno splendido duomo ed innalzata a sede di un nuovo episcopato. In questo medesimo tempo Pio propose nel Senato di promuovere il suo borgo nativo al rango di città: la proposta fu approvata con il generale consenso e la nuova città fu chiamata Pienza invece di Corsignano” – ( Commentarii Libro VIII cap. V)

(3) La qualifica di CITTA’ viene decretata dal Presidente della Repubblica  su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, sulla base delle norme legali, da ultimo disciplinate dal Dlgs n. 267 del 2000 e da vari decreti. Per approfondimenti vedi regio decreto 7 giugno 1943, n. 652 aggiornato con Dpcm del 28 gennaio 2011.

GOOGLE ARTS & CULTURE – PIENZA IN PRIMO PIANO

Ancora una presenza della Città Ideale di Pio II tra le eccellenze italiane nel mondo; il progetto Google Arts & Culture realizzato in collaborazione con l’Unesco e il Ministero dei Beni Culturali, vede Pienza tra le città in copertina della prestigiosa sezione IL GRAN TOUR D’ITALIA ed in particolare la sua presenza nella capitolo intitolato “Con lo sguardo dei visionari: dalla scoperta dell’universo allo studio del livello dei mari: come alcune delle più interessanti innovazioni Italiane hanno rivoluzionato il mondo moderno”.

La copertina del sito internet del grande progetto di divulgazione culturale ideato da Google propone le eccellenze italiane ed include la realizzazione di Pienza tra le otto “visioni” italiane che hanno cambiato il mondo; il progetto architettonico, urbano e umanistico di Papa Piccolomini accanto a Venezia, Roma, Palermo e Siena con altrettante eccellenze ed innovazioni che hanno rappresentato un primato italiano nella storia dell’umanità. Un sito in evoluzione il cui lancio ci vede presenti e protagonisti.

Con lo sguardo dei visionari

Dalla scoperta dell’universo allo studio del livello dei mari: come alcune delle più interessanti innovazioni Italiane hanno rivoluzionato il mondo moderno

In copertina, tra i banner che si alternano, anche la chiesa di Vitaleta, situata nel Comune di San Quirico, a rappresentare la Val d’Orcia. Altro sito patrimonio dell’Unesco al cui territorio appartiene anche Pienza.

IL BUON SECOLO DELLA PITTURA SENESE – PROROGATA FINO AL 30 SETTEMBRE 2017

IL BUON SECOLO DELLA PITTURA SENESE
 
Dalla Maniera moderna al Lume Caravaggesco
 
logoMontepulciano | San Quirico d’Orcia | Pienza
 
18 Marzo 2017 | 30 Giugno 2017 – Prorogata fino al 30 settembre.
 
La grande mostra che si svolge in tre  straordinarie città gioiello del Senese, si ispira, nel titolo, ad una frase dell’abate Luigi Lanzi, storico dell’arte vissuto tra ‘700 e ‘800 ed è dedicata ad uno specifico periodo storico che va dagli inizi del XVI alla metà del XVII secolo, quando l’arte senese brillava di eccellenti e singolari personalità artistiche, a tutt’oggi, nella maggior parte dei casi, ancora troppo poco note al grande pubblico.
 
Allo scopo di migliorare la loro conoscenza, nasce l’idea di questa originale rassegna in cui le città di Montepulciano, S. Quirico d’Orcia e Pienza ospitano ciascuna, prendendo spunto da un capolavoro che si trova già sul loro territorio, una sezione espositiva dedicata ad un importante artista senese ed al suo ambiente. Ogni settore prevede, inoltre, un itinerario alla scoperta di opere altrettanto significative rispetto a quelle esposte ma che, per varie ragioni, sono rimaste nelle loro sedi originali. Questa soluzione permette di completare idealmente la visita con il valore aggiunto di percorrere e scoprire una terra splendida e magnificamente conservata. Tutte le opere in mostra provengono da prestigiose collezioni pubbliche e private, chiese ed istituzioni religiose, allo scopo di  donare ai visitatori una visione quanto più esaustiva possibile di un grande secolo un poco dimenticato.
locandina
Prima Sezione:
 
Domenico Beccafumi, l’artista da giovane
 
Montepulciano, Museo Civico Pinacoteca Crociani.
 
Partendo dal felice ritrovamento di un’opera documentata dell’attività giovanile di Domenico Beccafumi, la S. Agnese Segni del Museo Civico, la sezione si occupa di illustrare, dapprima, i documenti e le testimonianze che hanno reso possibile la nuova attribuzione e, successivamente, di analizzare le notevoli problematiche inerenti la personalità artistica del  giovane Beccafumi,  ospitando un nutrito numero di sue opere assieme a capolavori del Sodoma, di Girolamo Genga, Fra’ Bartolomeo, Andrea del Brescianino, Girolamo di Giovanni del Pacchia e Lorenzo di Mariano detto il Marrina, protagonisti dell’ambiente artistico senese nel primo decennio del’500.
sagnese
Seconda Sezione:
 
Dal Sodoma al Riccio: la pittura senese negli ultimi decenni della Repubblica
 
San Quirico d’Orcia, Palazzo Chigi Zondadari
 
Il dipinto attorno al quale si dipana il percorso è la Madonna col Bambino e i Santi Leonardo e Sebastiano di Bartolomeo Neroni detto il Riccio, appartenente alla Compagnia del Santissimo Sacramento di San Quirico d’Orcia. La sezione prende quindi in esame il periodo artistico che va dalla tarda attività del Sodoma, di cui sono presenti diverse e importanti opere, comprendendo anche dipinti eseguiti da significative personalità quali Giorgio di Giovanni, Marco Pino e Giomo del Sodoma, per concludersi con un’ampia rassegna dedicata alla notevole produzione di Bartolomeo Neroni detto il Riccio.
sodomam
Terza Sezione:
 
Francesco Rustici detto il Rustichino, caravaggesco gentile e il naturalismo a Siena
 
Pienza, Conservatorio S. Carlo Borromeo
 
La presenza, nella chiesa di S. Carlo Borromeo a Pienza, di una splendida pala di Francesco Rustici raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Carlo Borromeo, Francesco, Chiara, Caterina e Giovanni Battista, permette di costruire attorno a quest’opera una interessante esposizione riguardante principalmente l’attività del Rustichino, di cui sono presenti, riuniti insieme per la prima volta, diversi capolavori.
 
La sezione si prefigge anche lo scopo di illustrare l’ambiente familiare in cui avvenne la prima formazione del pittore, con dipinti di Alessandro Casolani e Vincenzo Rustici, proponendo anche opere di quelle personalità artistiche che tanta importanza ebbero nella sua evoluzione stilistica, quali, ad esempio, Orazio Gentileschi e Antiveduto Gramatica e si chiude con una rassegna di dipinti eseguiti da pittori senesi suoi contemporanei come Rutilio e Domenico Manetti, Bernardino Mei, Astolfo Petrazzi e Niccolò Tornioli che, in misura diversa tra loro, subirono l’influsso della pittura naturalista.
Tutte e tre le sezioni, ed è una caratteristica importante del progetto, si aprono al territorio. Invitano cioè il visitatore ad andare alla scoperta di altre opere custodite da pievi, monasteri, conventi, palazzi, piccoli borghi del meraviglioso territorio della Val d’Orcia. Una occasione imperdibile per chi voglia scoprire i tesori conservati nei luoghi più segreti e suggestivi di questa terra che non a caso è  Patrimonio dell’Umanità.
 
COMITATO PROMOTORE
 
Comune di Montepulciano
Comune di Pienza
Comune di San Quirico d’Orcia

Fondazione Musei Senesi
Direzione Polo Museale della Toscana
Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo
 
Diocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa, Montalcino
Diocesi di Montepulciano, Chiusi, Pienza

Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali – Università degli Studi di Siena
Regione Toscana
 
PRESIDENTE DELLE MOSTRE
Antonio Paolucci
CURATORI
Montepulciano: Alessandro Angelini, Roberto Longi
Pienza: Marco Ciampolini, Roggero Roggeri
San Quirico d’Orcia: Gabriele Fattorini, Laura Martini
INFO PRATICHE:

Biglietti: Intero € 12,00 Ridotto € 6,00
(per gruppi superiori alle 15 unità, minori di 18 anni, titolari di apposite convenzioni, studenti universitari con tesserino,  residenti nella provincia di Siena) Speciale € 5,00 (per scolaresche delle scuole secondarie, a partire dai 12 anni)
Speciale scuole dei Comuni dell’area Val di Chiana – Val d’Orcia € 2,00 (gratis sotto i 12 anni)
Gratuito (per bambini fino ai 12 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, diversamente abili con accompagnatore, due accompagnatori per scolaresca, giornalisti con tesserino, guide turistiche con tesserino).
Un unico ticket per tre sedi espositive!
Le strutture ricettive possono ritirare le cartoline della mostra presso la Biblioteca Comunale e presso il banco informazioni nell’atrio di Palazzo Chigi , San Quirico d’Orcia.
Orario di visita
da lunedì a domenica: 10.30-18.30. Chiuso il martedì
 
Info point
T 0578748359 | 0578757341
 
Contatti
ilbuonsecolodellapitturasenese@gmail.com
Sito
https://ilbuonsecolodellapitturasenese.wordpress.com
Con sezioni di presentazione in francese, inglese, tedesco

Pienza di luce per Mario Luzi

MOSTRA  A PIENZA PER MARIO LUZI IN OCCASIONE DELLA FESTA DELLA TOSCANA

La mostra, presentata dal Centro Studi Mario Luzi La Barca, sostenuta dal Comune di Pienza, Assessorato alla cultura, ideata e curata da Giovanna M. Carli, in collaborazione con Alfiero Nino Petreni, celebra la Festa della Toscana, incardinandosi nel valore, portato avanti dalle riforme di Pietro Leopoldo, di innovazione, tradizione e comunità.
Una scelta precisa, quella del progetto, che si colloca non solo tra tradizione e modernità, ma anche e soprattutto nel rievocare l’uso delle tradizioni, il ritorno alle eredità, come forza di ispirazione, come punto di appoggio per rinnovare sia la creatività e che le responsabilità civiche di un’intera comunità.
Per questo il Centro Studi Mario Luzi La Barca propone, per rivivere quel clima di futuro e tradizione, una mostra corale, comunitaria, presentando le opere degli artisti: Mario Biagiotti, Emo Formichi, Agnese Mammana, Enrico Paolucci, Piero Sbarluzzi. La mostra è stata concepita in onore della Festa della Toscana stessa e a ricordo di Mario Luzi, scomparso il 28 febbraio 2005. Durante la serata inaugurale, nel Palazzo Comunale di Pienza, saranno lette le poesie Il seme, Mi guarda Siena, Sia detto e Ab Inferis, quest’ultima composta, come ricorda Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana, in occasione della nascita della Festa stessa e contro la pena di morte.

Museo diocesano d’arte sacra
Chiesta di San Francesco
53026 Pienza (Si)
Tel. 0578 749905 – 0578 749071 (Ufficio Turistico)

martedì 28 febbraio 2017 – martedì 28 marzo 2017

Ingresso libero

Vernissage
Palazzo Comunale
Piazza Pio II, ore 17.30

Intervengono Fabrizio Fé, Sindaco di Pienza
Giampietro Colombini, Assessore alla cultura
Giovanna M. Carli, storica e critica d’arte,
ideatrice e curatrice della mostra
Alfiero Nino Petreni, Presidente del Centro Studi Mario Luzi “La Barca”
Gli artisti: Mario Biagiotti, Emo Formichi, Agnese Mammana, Enrico Paolucci, Piero Sbarluzzi

La sismicità nella terra di Pio II – CONVEGNO

logo-ordinecopiaIl prossimo 23 gennaio (lunedi, ore 9.00 – 13.30), l’Ordine degli Architetti, Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Siena organizza a Pienza un convegno sulla tematica della sismicità e degli interventi di prevenzione realizzati. Il convegno, oltre agli iscritti, è aperto a tutta la cittadinanza e si svolgerà secondo il seguente programma:

ORE 9.00 – Iscrizione partecipanti
Saluto dell’Amministrazione Comunale e dell’Ordine Architetti PPC di Siena (Arch. Alessandro CECCHERINI)

INTERVENTI: (modera l’Arch. Rosa Maria TRENTADUE)

Dott. Alessandro AMATO_ (Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia) – TERREMOTI E PERICOLOSITA’ SISMICA IN TOSCANA

Arch. Giuseppe STARO_(Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio) – L’APPROCCIO CULTURALE AL PROGETTO DI RESTAURO
Linee Guida ministeriali: il caso del Duomo di Pienza

Ing. Ilario GALLINELLA_ (Studio STIG) – LE OPERE DI ADEGUAMENTO SISMICO DELLA SCUOLA ELEMENTARE DI PIENZA_

Arch. Marina GENNARI_ (Coord. Prov. Architetti Protezione Civile CNA)  – ARCHITETTI E TERREMOTI: PREVENZIONE, EMERGENZA, RICOSTRUZIONE_

ORE 13.30 – Chiusura dei Lavori

PER INFORMAZIONI:Ordine Architetti Siena

Per approfondire la tematica dei terremoti a Pienza e nel territorio circostante vedi l’articolo TERREMOTI A PIENZA

 

IL CAMPANO, IL POETA DEI DUE AMORI

copertinaIL CAMPANO 
Il poeta dei due amori alla corte di Pio II  di Fabio Pellegrini

E’ uscito il nuovo libro di Fabio Pellegrini che integra la collana dedicata ai “pieschi”; ai saggi su Bartolomeo Sacchi, detto il Platina, sul Cardinale Iacopo Ammannati e su Niccolò Forteguerri, si aggiunge la figura del Campano, poeta umanista e fedele amico dell’Ammannati e di Pio II. Con la prefazione di Giampietro Colombini ed un intervento di Marco Montori, il nuovo testo illustra il ruolo di Gianantonio Campano nelle corti rinascimentali con particolare attenzione al rapporto con Enea Silvio Piccolomini e gli altri compagni di viaggio del Papa umanista. Pubblichiamo stralci della prefazione  di Colombini.

[…] Giovanni Antonio de Teolis, detto Gianantonio Campano, di umili origini ma di elevatissimo intelletto, rappresenta in modo significativo il prototipo dell’umanista: l’uomo è “faber fortunae suae”, cioè artefice del proprio destino, in quanto può costruire la propria ricchezza e la propria felicità attraverso la sua fatica, la sua intelligenza; la storia del poeta assomiglia per certi aspetti proprio a quella di Enea Silvio Piccolomini, partito dalla misera Corsignano e giunto al soglio pontificio solo in virtù della sue capacità personali e intellettive. Dopo un importante periodo di formazione culturale e politica a Perugia, il Campano, nato nel 1429 a Cavelle, piccolo villaggio di Galluccio, già allievo di Lorenzo Valla e di altri illustri letterati, diviene amico carissimo di Jacopo Ammannati, cardinale di Pavia, col quale, inviando in dono uva del suo paese, così si esprime: “E’ sana, vigorosa, non inferiore al miele imetteo. Niente di meglio produce la mia Cavelle, il Villaggio paterno reso famoso dal mio ingegno. Lì sono nato e quali siano i miei costumi ed il mio talento te lo dirà questa dolce uva che ti mando.”
Ed è grazie al rapporto con l’Ammannati che il Campano a Mantova entra in contatto con la cerchia più ristretta di Pio II, e le sue doti di prontezza di spirito e di risposta gli valsero la benevolenza del papa: è nota la scena sul Mincio, ave Pio II scambiò epigrammi con i suoi intimi, tra i quali si trovava il Campano. Il Piccolomini non scelse mai a caso o per mera opportunità i propri collaboratori nei quali sempre ricercò spiccato intelletto e apertura mentale verso i canoni umanistici e da ciascuno dei suoi sodali ottenne gratitudine, amicizia disinteressata e sincera ammirazione; se l’Ammannati ha rappresentato per Pio II l’affetto e la dedizione di un fratello, se il Forteguerri ha offerto al pontefice l’esperienza bellica e la totale fedeltà di “soldato”, se il Platina ha donato la propria conoscenza alla “causa” umanistica, il Campano deve considerarsi colui che più di ogni altro si avvicinò come approccio culturale, letterario e storia personale al pontefice pientino, ed è per questo che Pio II volle garantire al poeta prediletto i privilegi di una carica ecclesiastica “improbabile”, tenuto conto della mondanità e dell’insofferenza verso le austere gerarchie ecclesiastiche per le quali il Campano più volte si distinse. Il Campano fu anche “trait d’union” tra il defunto Enea Silvio e il nipote Francesco Todeschini Piccolomini, cardinale e futuro papa con il nome di Pio III, al quale il poeta seppe trasmettere la forza del pensiero politico e culturale di Enea Silvio Piccolomini; il breve epilogo del pontificato (venti giorni) impedì a Pio III la possibilità di dare continuità al progetto iniziato dallo zio … ma questa è un’altra storia. […]

Il volume in formato tascabile, è stato stampato dalla Tipografia Artè di Città della Pieve (PG) nel dicembre 2016 ed è composto da 100 pagine.

In copertina: Il Campano ritratto dal Pinturicchio nell’affresco della Libreria Piccolomini del Duomo di Siena in cui Pio II canonizza Santa Caterina da Siena.