Archivi categoria: ARTICOLI CANONICA

I banchetti papali nell’ultimo viaggio di Pio II

Matteo Parrini

I BANCHETTI PAPALI NELL’ULTIMO VIAGGIO DI PIO II

(Canonica 7 – pag. 103)

L’eclettico Lippi, spassoso autore del “Malmantile” annota che…
“…si crede comunemente dal volgo che il papato, somma dignità nella Chiesa cattolica renda in certo modo chi lo possiede felice e beato in questa terra: e che però Godere il papato altro non sia che vivere una vita oziosa, ed ai piaceri del mondo tutta rivolta: il che è assolutamente falso. Io pertanto direi, stimando molti la felicità di questa vita consistere nel mangiare e nel bere…”

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>I Banchetti papali

La quadratura del cerchio

Elena Filippi

«LA QUADRATURA DEL CERCHIO»: PIO II, CUSANO, ALBERTI E LA RICERCA DELLA MISURA IDEALE PER IL NUOVO CITTADINO DELL’EUROPA MODERNA

(Canonica 7 – pag. 65)

L’occasione dell’importante anniversario di Pienza nel suo riconosciuto valore di patrimonio culturale da parte ell’UNESCO spinge e interrogarsi – di nuovo (e non è mai abbastanza) – su quella stagione forse irripetibile che fu il contesto dell’Umanesimo intorno a Enea Silvio Piccolomini, segnatamente in questo caso dal punto di vista della storia delle idee tradotte in esperienza artistica e visiva.

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>La quadratura del cerchio

Specchio d’asino nel Latte di Luna

Umberto Bindi

SPECCHIO D’ASINO NEL LATTE DI LUNA

(Canonica 7 – pag. 51)

All’interno dei depositi sedimentari localmente denominati “crete senesi” si trova una particolare pietra traslucida, la cosiddetta Selenite, talmente tenera che si può scalfire con un’unghia, dai particolarissimi pallidi riflessi e che rappresenta una vera e propria curiosità del territorio, soprattutto per quanto riguarda i tanti nomi con i quali è indicata e le altrettante numerose credenze che le son fiorite intorno.

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>Specchio d’asino

Un fragile sogno d’amore e d’arte: il Duomo di Pienza

Aldo Lo Presti

UN FRAGILE SOGNO D’AMORE E D’ARTE: IL DUOMO DI
PIENZA FRA «RIPRISTINO» E «RICOSTRUZIONE»

(Canonica 7 – pag. 29)

Il «rialzo» della facciata del Duomo di Pienza, nell’ipotesi che vi sia stata l’effettiva necessità di realizzarlo in corso d’opera, rappresenterebbe il primo di una lunga serie di interventi che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a rimodellare, senza stravolgerlo,
il progetto della «novam ecclesiam» di Santa Maria Assunta in Cielo.

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>Il Duomo di Pienza

La chiesa di San Carlo Borromeo

Ilaria Bichi Ruspoli

La chiesa di San Carlo Borromeo a Pienza e un profilo del suo fondaotre Ottavio Preziani

(Canonica 7 – pag. 5)

Il contesto edilizio di Pienza è caratterizzato da edifici ecclesiastici di elevato rilievo sia per architettura che per decorazione interna, a partire dalla romanica pieve di Corsignano, passando per la gotica chiesa conventuale di San Francesco, per arrivare al vertice della cattedrale, insigne monumento papale agli ideali umanistici e rinascimentali.

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>La chiesa di San Carlo

Pio II Piccolomini, Giovanni da Castro e la scoperta dell’allume

Romualdo Luzi

Pio II Piccolomini, Giovanni da Castro e la scoperta dell’allume

(Canonica 6 – pag. 15)

La vicenda della scoperta dell’allume da parte di Giovanni da Castro è un evento noto e spesso oggetto di studi specifici che ne hanno messo in luce gli aspetti singolari del rinvenimento e degli enormi benefici economici che ne derivarono per lo Stato della Chiesa al tempo di Pio II Piccolomini. Meno nota, o quanto meno poco conosciuta, appare invece la biografia di colui, Giovanni da Castro, cui si deve questa scoperta straordinaria e che tenteremo qui di conoscere meglio attraverso fonti biografiche e documentarie. Giovanni, figlio del giureconsulto Paolo Serangeli, chiamato Paolo di Castro, e di Piera Cerrini da Corneto (Tarquinia), nipote dell’altro giurista Pietro d’Ancarano…

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>Pio II Piccolomini e la scoperta dell’Allume

La tutela dei beni culturali nel Rinascimento: il caso di Pienza

Maddalena Colombini

La tutela dei beni culturali nella legislazione
papale del Rinascimento: il caso di Pienza

(Canonica 6 – pag. 69)

In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, in cui i tesori del patrimonio culturale sono spessomessi in pericolo a causa dell’incuria, è interessante notare come i primi provvedimenti a tutela del bene artistico e culturale affondino le proprie radici in un’epoca molto lontana dall’attuale. Si è soliti far risalire la più antica normativa in materia di tutela organica ed esaustiva del bene artistico al XIX secolo e, precisamente, al 1820, con l’editto Pacca…

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>La tutela dei beni culturali

L’arte diplomatica del pontificato di Pio II

Rita Boarelli

Alcuni esempi dell’arte diplomatica
del pontificato di Pio II

(Canonica 6 – pag. 49)

Ho un ricordo ancora vivo dell’emozione vissuta nel 2009, quando ebbi il piacere di visitare per la prima volta l’Archivio storico diocesano di Matelica. Tra i tanti documenti conservati al suo interno e sopravvissuti a saccheggi e ad un tremendo incendio nel 1710, trovai due pergamene risalenti al pontificato di papa Pio II. Erano due bolle esecutorie che in molti consideravano perse e che riguardava la storia della nobile famiglia Maccafani, che a Matelica…

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>L’arte diplomatica del pontificato di Pio II

Il transito di Pio II da Fabriano verso Matelica nel 1464

Matteo Parrini

Il transito di Pio II da Fabriano verso Matelica nel 1464: una scelta ancora oggi avvolta nel mistero

(Canonica 6 – pag. 29)

«A dì X de luglio papa Pio partì da Fabriano per andare in Ancona. Fecie la via da 20 Matelica: et el signore conte venne a Ugubio». Laconicamente e senza troppa enfasi viene descritta la scelta della strada per Matelica per l’ultimo tratto che separava l’improbabile esercito crociato di Pio II verso il porto di Ancona. A scrivere queste righe, tra le poche di un contemporaneo su quel tratto dell’itinerario scelto, fu l’illustre notaio Guerriero Campioni da Gubbio, autore di una Cronaca di ser Guerriero da Gubbio dall’anno MCCCL all’anno MCCCCLXXII, scaltro personaggio cresciuto e vissuto tra Firenze, Milano e la corte dei Montefeltro.

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Il transito di Pio II da Fabriano

Angelo Pientini da Corsignano

Aldo Lo Presti

Angelo Pientini da Corsignano

(Canonica 6 – pag. 5)

Sul primo Bollettino Ufficiale del Comitato Centrale per l’Anno Santo del 1950, edito nel gennaio del 1949, è noto che lo studioso orvietano Pericle Perali ebbe modo di pubblicare una storia degli anni giubilari; al contrario, meno noto, perché apparso in veste anonima, è un altro contributo giubilare del Perali edito sul quarto fascicolo mensile di un similare Bollettino Ufficiale del Comitato Centrale, quello relativo all’Anno Santo del 1925 (uscito nel settembre del 1924) col titolo Doni e ricordi di Anni Santi.

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